NOVEMBRE 2001
Lettera
aperta a Ciampi
Varallo Pombia, 23.11.2001
Lei
ha detto :”Novara e la sua provincia sono indicate fra le zone d’Italia
dove più alta è la qualità della vita, e non soltanto il tenore di vita.”
Ci
permetta di dissentire in quanto, dall’apertura di Malpensa 2000, la qualità
della vita dei cittadini residenti nell’Ovest Ticino Novarese sottoposti al
sorvolo quotidiano delle centinaia di aerei in decollo dall’aeroporto, è
tutt’altro che invidiabile.
Per
quanto riguarda il nostro tenore di vita, come anche da Lei sottolineato, è già
uno dei più alti del Paese, a prescindere da Malpensa.
La
vera sfida da cogliere, secondo noi, non è perseguire un illusorio progresso
economico, bensì tutelare per prima cosa il nostro capitale naturale, capitale
che una volta perduto non è più rinnovabile.
Riteniamo
che il vero sviluppo non si possa scindere dalla salvaguardia dell’ambiente e
dalla conseguente salute delle persone, nonché dal rispetto delle leggi.
Le
vogliamo ricordare infatti che Malpensa ha avuto Valutazione d’Impatto
Ambientale negativa da parte del Ministero dell’Ambiente e da quello dei Beni
Culturali, superato soltanto mediante il decreto D’Alema del 13 dicembre 1999
che prevedeva prescrizioni di utilizzo dell’aeroporto tuttora disattese, con
deroghe che penalizzano pesantemente il territorio piemontese.
Come
cittadini italiani Le chiediamo dunque di intervenire affinché siano tutelati i
nostri diritti.
Varallo Pombia, 23.11.2001
COMUNICATO STAMPA
Varallo Pombia, 30.11.2001
Bianchessi e la maledizione dei luoghi comuni
L’epopea dei luoghi comuni; ecco che cos’è la sua risposta a Giorgio Bocca sull’affare Malpensa.
Lei sig. Bianchessi, non ha trovato di meglio come argomentazioni, che far credere all’opinione pubblica che progresso e sviluppo, che occupazione e ricchezza debbano per forza pagare il pegno dell’annientamento ambientale.
Queste teorie sono vecchie di 200 anni; si rifanno ancora ai principi della rivoluzione industriale. Per fortuna, caro sig. Bianchessi, oggi come oggi ci sono fior di scienziati ed industriali illuminati i quali hanno capito che il capitale sul quale si basa tutta la nostra esistenza, e di conseguenza anche tutto il nostro progresso e sviluppo, è principalmente il capitale naturale. Chiunque, con un po’ di buon senso, capisce che, una volta perduto il nostro capitale naturale, non c’è industria che possa continuare a produrre e che tutto il nostro tanto sbandierato sviluppo finirebbe con esso.
Qui non si tratta di "sognare il paradiso terrestre. Un giardino profumato di fiori e di frutta, un cielo terso di giorno e scintillante di stelle la notte…."e via con queste banalità; qui si tratta di capire cosa fare per far sì che il nostro territorio, il nostro mondo possano continuare a vivere e a svilupparsi senza predare e martoriare la principale fonte di sopravvivenza: la parte del nostro stesso pianeta dove viviamo. Il compito di un giornalista sarebbe quello d’informare l’opinione pubblica che questo è già possibile, che ci sono le tecnologie per avere un industria più produttiva e meno impattante sull’ambiente. Non possiamo credere che lei non abbia mai sentito parlare di Fattore 4 o Fattore 10…
Che giornalista è mai lei, sig. Bianchessi, che fa passare tutti quelli che responsabilmente cercano una soluzione a questo improcrastinabile problema, come dei visionari che vogliono "…abbattere tutti gli aerei. Seminare fagioli a Fiumicino, patate a Heathrow, vigneti al De Gaulle" ?
Nessuno di noi che lotta contro lo sviluppo indiscriminato di Malpensa 2000 ha in mente quello che lei subdolamente vuol far credere…molto più semplicemente noi vogliamo, come anche sancisce la legge, che Malpensa rispetti le regole e stia nei limiti previsti e che, per qualsiasi ulteriore ampliamento (p.e. terzo satellite) si faccia una valutazione d’impatto ambientale partecipata come stabilito dalla legge europea ed italiana e, che i decolli siano indirizzati sia ad est che a ovest, ovvero che non venga penalizzato maggiormente un solo territorio, nella fattispecie quello piemontese.
Comunque il suo spessore professionale era già emerso quando, in una suo precedente articolo, sempre pubblicata dal medesimo giornale, aveva definito "ingenui sciacalli" i cittadini rei solo di aver per tempo denunciato i limiti ed i rischi "dell’affaire Malpensa 2000" e di aver con tutte le energie possibili salvaguardato i propri interessi, compresa la tutela del territorio e la propria salute.
In merito a ciò vogliamo ricordarle un aspetto etologico su cui ulteriormente riflettere: ovvero che in natura solo le carogne devono temere l’azione degli sciacalli e che lo sciacallo, come anche Konrad Lorenz ricorda, è il progenitore del cane, il più grande amico dell’uomo.
La segreteria del C.Oves.T. (Comitato Ovest Ticino)