AGOSTO 2002
Lettera a riguardo dell’intervista del presidente SEA Giorgio Fossa del 18 agosto 2002
Varallo Pombia, 19.08.02
La SEA s.p.a. (Società Esercizi Aeroportuali) con sede a Linate ha come azionisti di maggioranza il Comune di Milano (64 %) e la Provincia di Milano (14 %): questi sono gli Enti che beneficiano degli utili di gestione dello scalo aeroportuale di Malpensa. Anche l’incasso della privatizzazione della SEA andrebbe a favore dei bilanci del Comune e della Provincia di Milano.
Questi sono i veri benefici economici di Malpensa 2000 che il presidente di SEA e già leader di Confindustria Giorgio Fossa ha il mandato di gestire e difendere.
Invece a suo dire "Varese e Novara devono gestire il disagio sapendo che l’aeroporto non è un’oasi", ma con la differenza che i novaresi non entrano mai, in nessun modo, nei processi decisionali (vedi ad esempio la Commissione aeroportuale).
A riguardo del cosiddetto indotto si rileva che più del 90% dell’imprenditoria e dei posti di lavoro sono a favore della Lombardia, il resto - che è veramente poca cosa - ad altri, compresi i Piemontesi. Con questi argomenti ci sentiamo di poter dire che Malpensa non ha portato significativi benefici economici ai novaresi e su questi argomenti riteniamo di dover dire che "bisognava muoversi prima" con il peso di tutte le nostre Istituzioni.
Da tempo con serietà, serenità e determinazione abbiamo posto in evidenza le nostre legittime rivendicazioni: una equa ripartizione - 50 % verso Est e 50% verso Ovest - delle rotte di decollo, la presenza nella Commissione aeroportuale dei Comuni del Piemonte interessati dall’attività di Malpensa,
una regolamentazione dei voli rispettosa del diritto al riposo notturno, l’applicazione delle misure ambientali previste compresa la Valutazione di Impatto Ambientale sui progetti di espansione oltre il Piano Regolatore approvato e l’assoluta contrarietà alla costruzione di un’altra pista (bis o tris) che indirizzi ulteriori voli sul territorio della Provincia di Novara.E’ subdolo definire le nostre rivendicazioni una "protesta strumentale", perché è chiaro che non abbiamo secondi fini, noi riteniamo prioritario difendere la qualità della nostra vita, che da quando si è sviluppata Malpensa è stata gravemente penalizzata: in termini di inquinamento sia acustico che atmosferico, in termini di tranquillità con il continuo rischio di un incidente aereo, in termini di salute con l’aumento dei problemi sanitari ed in termini di soprusi e diritti non rispettati.
Se con pari serenità e serietà il presidente della SEA vuole dialogare con noi, anche la nostra è una porta aperta, i nostri obbiettivi sono chiari e costruttivi, vanno nella direzione di uno sviluppo sostenibile; se invece si vuole ragionare solo in termini di utopistici benefici economici non ci resta che chiedere, tra le rivendicazioni della prossima manifestazione, che i voli dell’aeroporto vengano da subito suddivisi sui territori in base alle ricadute economiche.
Il presidente del
C.OVES.T. dott. Gianpietro Fanchini
Qualche tempo fa qualcuno
andava dicendo che l’incondizionato sviluppo di Malpensa come aeroporto hub e
la pressoché totale chiusura dell’aeroporto di Linate erano indispensabili
per gli interessi nazionali e per Alitalia.
In
nome di questo teorema si sono violati e calpestati i diritti dei cittadini che
vivono nei Comuni intorno all’aeroporto. Cercando (ma il tentativo è ancora
in corso) di scaricare il peggiore fardello dell’impatto ambientale su quelli
che poi si ritenevano i più deboli.
Sicuramente
di questa situazione chi ne ha beneficiato è la SEA (Società che gestisce
l’aeroporto di Malpensa), che ha guadagnato e nel bene e nel male fatto tutto
quello che ha voluto.
A questa logica e a questi soprusi i cittadini
piemontesi dell’Ovest Ticino hanno saputo dire di NO.
Con il
Coordinamento degli Enti Locali, formato dai Sindaci, dai Parchi del Ticino e
dei Lagoni e dal Comitato Ovest Ticino (C.OVES.T.) si sono organizzate delle
significative azioni di protesta ed una continua opera di proposta atta a
sensibilizzare i cittadini, gli Enti e le Istituzioni ed ora con soddisfazione
registriamo che:
Ø
i voli che erano stati
trasferiti da Linate a Malpensa sono stati riportati a Linate e che oggi si
parla di potenziare lo scalo della Città di Milano;
Ø
da quando Alitalia ha preso le
distanze dal progetto hub di Malpensa, tagliando i voli non redditizi, che
pesavano per centinaia di miliardi delle vecchie lire sul bilancio, il deficit
della compagnia di bandiera si è ridotto e si và verso un auspicato
pareggio di bilancio.
Ø
Alitalia ha sostituito
i vecchi jumbo 747 che, come più volte denunciato
dal C.OVES.T. avevano sulle ali dei contrappesi in uranio impoverito, per
sostituirli con dei 777 – 200 ER di ultima generazione da destinare per i collegamenti
punto a punto, cioè verso soluzioni che consentano di portare il passeggero
direttamente a destinazione, senza tratte intermedie. Questo sarà il futuro del
trasporto aereo, con il conseguente
ridimensionamento degli hub, che continueranno ad assolvere il loro compito solo
come capofila di aree molto ampie, così come deciso da SKYTEAM del quale
Alitalia ne fa parte.
Riteniamo comunque che l’attenzione e la
mobilitazione debbano continuare a sostegno delle nostre legittime
rivendicazioni: una completa (50 % verso Est e 50% verso Ovest) equa
ripartizione delle rotte di
decollo, la presenza nella Commissione aeroportuale dei Comuni del Piemonte
interessati dall’attività di Malpensa, una regolamentazione dei voli
rispettosa del diritto al riposo notturno, l’applicazione delle misure
ambientali previste compresa la V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) sui
progetti di espansione oltre il Piano Regolatore approvato e l’assoluta
contrarietà alla costruzione di un’altra pista che indirizzi ulteriori voli
sul territorio della Provincia di Novara.
Questa volontà di cedere ad una proprietà straniera,
associata alla volontà di SEA di puntare comunque all’ulteriore espansione di
Malpensa, con l’ampliamento dell’aerostazione, il terzo satellite e
l’ulteriore pista, è preoccupante soprattutto se si tiene conto che, ad oggi
SEA ha già costruito molto di più di quanto autorizzato dal Piano Regolatore e
che quindi ulteriori ampliamenti senza la V.I.A. sarebbero un ennesimo abuso. Si
evidenzia quindi, in modo netto, una operazione di colonizzazione, sfruttamento
e vendita di un territorio, con compresi i diritti dei cittadini che lì
risiedono.