DICEMBRE 2002
Varallo
Pombia, 6 dicembre 2002
E’
notizia di questi giorni che si è risolto a favore di Alitalia il contenzioso
che la vedeva opposta alla compagnia aerea olandese KLM, in relazione della
rottura dell’accordo commerciale, alla base del quale vi era lo sviluppo come
“hub” dell’aeroporto di Malpensa.
KLM
ha annunciato di accettare il verdetto del Collegio arbitrale Europeo e quindi
non opporrà ricorso.
Quindi ora la nostra compagnia di bandiera, pur
dovendo restituire 100 milioni di Euro versati a suo tempo da KLM per Malpensa
2000, ne incasserà, per aver vinto l’arbitrato, circa 150 di milioni di euro
(300 miliardi delle vecchie lire).
Questo
ci suggerisce una riflessione ed una richiesta sull’utilizzo del denaro che
entrerà nelle casse di Alitalia.
La
riflessione è che se KLM ha deciso di pagare senza batter ciglio, deve aver
ritenuto che sia comunque meno oneroso tale esborso che non aver proseguito a
puntare su Malpensa, ritenendo fallimentare il progetto hub su questo scalo, a
causa delle ormai note problematiche, sia dal punto di vista degli impatti
ambientali che da quelli concettuali, operativo e di piano industriale.
Infatti ricordiamo che Alitalia nell’operare a
Malpensa ha perso 700 miliardi di lire all’anno dal 1999 al 2001, cioè fino
all’accordo con Air France che ha portato ad un cambiamento di strategia e il
disimpegno sull’aeroporto di Malpensa.
La
richiesta, che riteniamo di poter formulare in quanto soggetti fortemente
penalizzati dalla attività dell’aerostazione di Malpensa, è che Alitalia
utilizzi questi denari per rinnovare celermente la propria flotta, eliminando i
vetusti velivoli, come gli MD 80, con aerei meno inquinanti sia dal punto di
vista acustico che ambientale.
Questa nostra richiesta và nella direzione più
volte indicata, anche a livello istituzionale, di ridurre l’impatto ambientale
dei sorvoli e può essere, se ascoltata, un segno tangibile della volontà di
cambiare le cose.
La
segreteria del C.OVES.T.