FEBBRAIO 2002


 

Varallo Pombia, 06 febbraio 2002

 

Alla c.a. att.ne di

Maria Paola Arbeia e

Gianfranco Quaglia

c/o redazione La Stampa

Oggetto: attività 2001/2002 del Comitato Ovest Ticino.

Diamo seguito all’invito del dott. Gianfranco Quaglia fornendo un riassunto di quanto il C.Oves.T. ha svolto nell’ultimo periodo ed illustrando quali attività continuerà a seguire nell’anno in corso per la tutela del territorio dell’Ovest Ticino dall’ attività dell’aerostazione di Malpensa.

A distanza di tre anni crediamo di poter dire, sui molti argomenti propagandati inizialmente come vanto di questo aeroporto e poi dimostratisi chimere (si pensi ai posti di lavoro offerti da SEA alla nostra provincia, od alla situazione economica di Alitalia, anche ben prima della crisi ...) "noi l’avevamo detto".

Il monitoraggio previsto dal cosiddetto "decreto D’Alema" del 13 dicembre 1999 e attuato solo per poche ore del mese di marzo 2000, ha fornito risultati inattendibili dal punto di vista scientifico (visto le continue deroghe applicate su pressioni dei vari comuni lombardi, con relativi cambiamenti di procedure dei decolli e delle rotte).

Ha però fornito materiale sufficiente per far stabilire dall’ARPA di Novara che i territori novaresi dell’Ovest Ticino, pur essendo o aree protette o aree agricole e residenziali sono acusticamente, per la presenza del rumore degli aerei, paragonabili ad aree industriali, con tutte le conseguenze del caso.

Per questo nei Comuni di prima fascia sottoposti ai sorvoli (Pombia, Varallo Pombia e Castelletto sopra Ticino) entro i primi mesi del 2002 entreranno in funzione quattro centraline per il rilievo del rumore. Esse saranno sotto il diretto controllo e gestite dall’ ARPA di Novara e daranno in tempi reali i dati del clima acustico del territorio. Questo sarà un passo determinante e significativo nel senso dell’applicazione della Legge Regionale 20 Ottobre 2000 n° 52 "Disposizioni per la tutela dell’ambiente in materia di inquinamento acustico". Per questa funzione ci attiveremo e chiederemo inoltre, in linea con le finalità di Agenda 21, le necessarie risorse per arrivare a breve ad un azzonamento acustico dei nostri territori.

La presenza delle centraline e l’avere un azzonamento acustico che ha valore di piano regolatore del rumore potrà con concretezza portare una reale tutela ambientale al territorio e conseguentemente alla popolazione che qui ha da sempre deciso di vivere, notoriamente molto prima che Malpensa con i suoi aerei rumorosi penalizzasse la qualità della vita e minasse il valore delle case realizzate con tanta fatica e sacrifici: escludendo i concetti di compensazione, ma bonificando nell’unico modo serio e possibile, vale a dire limitando i sorvoli sull’area del Piemonte.

L’argomento sopra descritto è stato anche trattato nella Conferenza Provinciale dello stato dell’Ambiente dello scorso 19 dicembre e relativa all’inquinamento acustico, luminoso ed elettromagnetico a cui il C.Oves.T ha partecipato.

In precedenza si era tenuta, nel mese di novembre, l’altra Conferenza Provinciale sullo stato dell’Ambiente avente per argomento la qualità dell’aria.

Anche in quella sede il C.Oves.T. è stato coinvolto in veste di relatore.

In seguito ai preoccupanti dati presentati ed anche alle continue ed attuali emergenze da smog abbiamo espresso la necessità che si arrivi presto al monitoraggio costante del territorio visto anche il pesante impatto d’inquinamento atmosferico di Malpensa (vedi comunicato del 22 gennaio scorso).

Sono stati stanziati per il 2002 dei fondi per la tutela ambientale dalla Regione Piemonte in seguito alle deleghe date dallo Stato alle Regioni.

La Provincia di Novara ha interpellato i Comuni affinché presentino dei piani di qualità ed organicità in campo ambientale per poter usufruire di tali risorse da utilizzare per affrontare le criticità presenti sul proprio territorio.

Per i Comuni dell’Ovest Ticino il C.Oves.T., svolge tra l’altro un’attività di supporto e coordinamento ovviamente per quanto riguarda gli aspetti di politica ambientale in relazione agli impatti di Malpensa.

L’istallazione di centraline per il rilievo della qualità dell’aria costituisce il progetto primario.

Affinché vi sia una "fotografia" della situazione ambientale dei nostri territori impattati dai sorvoli degli aerei di Malpensa, il C.Oves.T. ha sollecitato, tramite il Difensore Civico Regionale, l’effettuazione di un indagine epidemiologica nell’Ovest Ticino con il coinvolgimento dell’ASL nr.13.

Essa è attualmente in corso, e potrebbe rivelarsi un’efficace strumento di difesa della salute della popolazione soprattutto in prospettiva temporale.

Negli ultimi mesi dello scorso anno il nostro comitato ha inviato al Commissario all’Ambiente della Comunità Europea, in collaborazione con la sezione di Legambiente di Gallarate, una documentazione riguardo il nuovo progetto di realizzazione del 3° satellite dell’ aerostazione di Malpensa, considerato propedeutico alla costruzione della 3° pista.

Tale opera, nelle intenzioni di SEA, dovrebbe essere costruita in dimensioni più che doppie rispetto a quanto previsto dal P.R.G. del 1986, unico strumento normativo tuttora in vigore per l’ aeroporto di Malpensa.

E’ chiaro come questo costituisca un’ulteriore violazione delle norme, sia del Piano Regolatore che della Valutazione di Impatto Ambientale che sembra essere, per chi gestisce "l’affare Malpensa", praticamente inesistente.

E’ giunta recentemente la risposta da parte degli organi europei competenti (ricordiamo che la V.I.A. è stata normata dalla Comunità Europea ed è poi stata successivamente recepita anche dall’Italia) che quanto segnalato sarà soggetto ad indagine delle autorità comunitarie e ci verrà ulteriormente relazionata la prosecuzione delle verifiche.

A tale proposito è stata fatta anche un’interpellanza presso il Parlamento Europeo da parte degli eurodeputati italiani Messner (lo scalatore altoatesino) dei Verdi e Vinci di Rifondazione Comunista.

La discussione di tale interpellanza è prevista in una delle prossime riunioni del Parlamento Europeo.

Come è già noto è stato richiesto ufficialmente dai sindaci del Coordinamento della Provincia di Novara di entrare a far parte della Commissione Aeroportuale.

Tale Commissione decide, tra l’altro, le rotte di decollo, che sono ancora considerate sperimentali e quindi non definitive; per legge ne debbono far parte tutti i Comuni interessati dai sorvoli.

Sinora sono state convocate dal direttore dell’aeroporto solo alcune riunioni informali, in attesa che siano definiti i nominativi di tutti i soggetti che ne debbono legittimamente fare parte.

La definizione di ciò dovrebbe essere completata entro marzo 2002.

Il C.Oves.T. segue con attenzione l’iter della costituzione della commissione, ritenendo indispensabile ed assolutamente legittimo il parteciparvi.

Sarebbe un’ulteriore "abuso di potere" escludere il novarese.

Se ciò dovesse avvenire ci muoveremo di conseguenza.

E’ chiaro che gli aspetti elencati rappresentano un’evoluzione dell’attività che il C.Oves.T. ha svolto ed ora, dopo le manifestazioni organizzate per denunciare i soprusi e l’illegalità del progetto "Malpensa 2000" e che rappresentano sempre uno strumento di denuncia sicuramente molto significativo ed attuale, occorre anche disporre di strumenti certi affinché si abbiano risultati di tutela concreti e continui.

Sul territorio continua la sensibilità delle persone al problema, a fronte anche del fatto che sinora nessuno dei politici ha potuto, o voluto, dare delle risposte.

Il C.Oves.T. prosegue la propria denuncia e la propria attività, pur nella continua evoluzione dei fatti riguardanti Malpensa, su cui le nostre denunce si sono sempre rivelate fondate ( si pensi anche alla sicurezza).

Per il futuro il C.Oves.T. porrà dunque ancora e continuamente la questione della tutela dell’Ovest Ticino, che non si rassegna ad essere considerato discarica di Malpensa e territorio da usare in mercimonio per gli interessi di chicchessia. Il C.Oves.T., continuando a relazionarsi con gli Enti di riferimento, sarà propositivo sulle varie questioni così come non esclude la necessità di organizzare ulteriori incisive manifestazioni di protesta.

Come sempre resterà viva l’attenzione verso chi ci deve tutelare a tutti i livelli, ribadendo che essi DEVONO in tutti i modi difendere la popolazione che li ha eletti alle cariche che ricoprono, perché noi non ci riteniamo né cittadini di "serie B" e neppure vassalli della Lombardia.

La segreteria del C.OVES.T.


 

COMUNICATO STAMPA

Varallo Pombia, 12.02.2002

A quanto sembra un’altra mancata collisione a Malpensa!!

E’ successo sabato tra due aerei in decollo, anche se tutti cercano di minimizzare l’accaduto, non così un passeggero che arrivato a destinazione ha presentato un esposto alla magistratura.

Vogliamo che succeda una tragedia prima di bloccare lo sconsiderato aumento di movimenti in questo scalo?

Non sarebbe ora che venga utilizzato uno scenario di minor impatto, oltre naturalmente ad un uso despecializzato e alternato delle piste come previsto dal Decreto D’Alema e mai applicato, che riduca i possibili rischi?

Noi crediamo di si, che sia giunto il momento per attuare tutto questo unitamente all’abolizione delle cosiddette "finestre di elasticità".

La vita delle persone è prioritaria rispetto a qualunque business, pertanto chiediamo per l’ennesima volta che Malpensa ritorni nella legalità, cioè quanto previsto dal P.R.G. del 1986 e mai modificato!


COMUNICATO STAMPA

Varallo Pombia, 16 febbraio 2002

Finalmente le nostre denuncie sono state raccolte!

Un passo di quello che noi denunciamo e chiediamo da 3 anni pare si sia mosso!

E’ di questi giorni infatti, la notizia che la commissione europea ha aperto un’inchiesta sul progetto per la costruzione del terzo satellite all’aeroporto di Malpensa.

La commissaria all'Ambiente, Margot Wallstrom, ha chiesto al governo italiano spiegazioni sulla mancata valutazione di impatto ambientale relativa al progetto.

La richiesta risponde a un'interpellanza degli europarlamentari Reinhold Messner (Verdi) e Luigi Vinci (P.R.C.) e, a una lettera inviata lo scorso 20 ottobre da parte dei comitati di cittadini, coordinamenti dei sindaci piemontesi e lombardi.

Con il nuovo satellite la capacità di Malpensa dovrebbe aumentare da 20-22 milioni a 40 milioni di passeggeri l'anno. Il nuovo progetto prevede infatti un satellite di cinque piani e sei livelli, rispetto ai due piani e tre livelli del vecchio, e questo essendo una sostanziale modifica al progetto originario (P.R.G. del 1986, l’unico vigente che autorizzava un aumento fino a 12 milioni di passeggeri anno e 400 movimenti/giorno però solo a saturazione di Linate) deve essere sottoposto a V.I.A., stando così i fatti, la commissaria all’ambiente U.E. ha inoltrato richiesta ufficiale al governo italiano.

Analoga interpellanza è stata presentata in data 30.1.2002 dall’On. Realacci al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, speriamo che anche il ministro si attivi tempestivamente.  


COMUNICATO STAMPA

Varallo Pombia, 26 febbraio 2002

Ancora una volta il partito pro Malpensa, capeggiato dall’On. Formigoni, Albertini e soci, è ritornato alla carica, chiedendo ed ottenendo dal Governo, un intervento nel tentativo di rilanciare l’HUB, dopo che lo stesso è già stato bocciato dal mercato e, tutto questo a discapito di chi vive attorno all’aeroporto.

Fa molto pensare il fatto che chiedano ancora una strategia protezionistica che è contraria alle linee economiche liberiste sbandierate dalla loro parte politica.

Cercare poi di attirare nuovamente Alitalia in una tale trappola, dopo che se ne era appena tolta, evidenzia misteriose possibilità ricattatorie nei confronti della compagnia di bandiera, oltre che un disprezzo degli interessi della collettività, perché alla fine siamo sempre noi contribuenti che appianiamo i debiti della stessa Alitalia.

Alitalia aveva un bilancio in rosso per 503 miliardi di lire al 30 giugno 2001 (e questo prima dell’11 settembre) dovuto, oltre che ad una politica commerciale non competitiva, alla palla al piede costituita dai due hub che le impedivano di fornire un servizio razionale se non con costi d’esercizio insostenibili.

Malpensa è già stata bocciata: dalla Cranfield University (esaminata per conto dell’U.E.), dalla propria limitatezza operativa, dai Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali (con un decreto congiunto di parere negativo e sempre ignorato) e dal mercato, in altre parole da chi preferisce partire da Linate.

E’ chiaro che questa manovra, è un ennesimo tentativo della necessità di rilanciare Malpensa e, quindi la S.E.A., il cui collocamento in borsa, rinviato sine die, doveva fruttare 3.000 miliardi di lire al Comune di Milano.

Ribadiamo all’On.le Formigoni, che se vuole a tutti i costi questo sviluppo "illegale" dell’HUB (infatti, siamo ben oltre quanto previsto dal P.R.G. del 1986), si tenga anche tutti gli aerei, noi abitanti dell’Ovest Ticino (Piemonte) non abbiamo voluto né vogliamo l’aeroporto, pertanto i decolli se li tenga sulla sua "amata" Lombardia, senza inquinare e distruggere un territorio integro come il nostro.