GIUGNO 2002
COMUNICATO STAMPA
Varallo Pombia, 05 giugno 2002
E’ evidente che a qualcuno queste scelte di buon senso non stanno bene, ed è quindi partito alla carica per cercare di demolire il faticoso lavoro svolto. Ancora una volta si pone Malpensa come grande obbiettivo e panacea dei bisogni della gente novarese.
Questi, che hanno finto e fingono di battersi contro le rotte di Malpensa, vera causa di danno per il territorio piemontese, svendono in realtà l’ ambiente e la qualità della vita degli abitanti dell’Ovest Ticino per favorire limitati interessi del capoluogo con la promozione, terza pista compresa, di quello che sarà “l’Hub della ex brughiera”.
COMUNICATO
STAMPA
Varallo Pombia, 11 giugno 2002
Ancora una volta i vertici di SEA cercano di
tranquillizzare i sindaci dei comuni lombardi limitrofi all’aeroporto (ancora
una volta il Piemonte non esiste), infatti come da dichiarazioni riportate da
vari organi di stampa, viene assicurato che per la terza pista nulla è ancora
deciso, che la stessa non si farà senza l’intesa con il territorio.
Nello stesso tempo però, precisa una nota della
società, se si dovesse costruire, servirà
esclusivamente a ridurre il rumore, con grande attenzione all’ambiente e non
ad aumentare il traffico aereo. Ricordando che a Malpensa sono già previste
delle misure ambientali, una su tutte l’applicazione dello scenario di minimo
impatto con la ripartizione delle rotte tra Est ed Ovest al 50%, che vengono
ampiamente disattese, noi alla “bufala” della pista per motivi ambientali
non crediamo, infatti da studi fatti e da un’ispezione da parte di una
commissione dell’Unione Europea, è stato accertato che senza la terza pista,
Malpensa non potrà mai diventare un’ Hub e nel protocollo Sea Regione
Lombardia ed Alitalia la terza pista è condizione posta dalla compagnia di
bandiera per continuare il suo interessamento allo scalo milanese).
I tecnici preposti alla progettazione della nuova
pista hanno nel frattempo individuato le ipotetiche vie d’uscita, una a
sud-ovest verso Novara, definita meno impattante, per il semplice motivo che gli
aerei passerebbe prima sul Parco del Ticino, in una zona scarsamente urbanizzata
(questo sul territorio lombardo mentre oltre Ticino vi sono diversi Comuni come
Cameri, Bellinzago, Galliate, Caltignaga, ecc.) e l’altra quasi parallela a
quelle esistenti con decolli spalmati verso Nord-Ovest in zone definite dai
progettisti, con una densità abitativa non elevata (aree di Varallo Pombia,
Pombia, Divignano, Marano Ticino, Oleggio, ecc. già ora abbondantemente
sorvolate).
Comunque, in entrambi i casi, i maggiori disagi li
subiremmo ancora noi dell’Ovest Ticino e senza dubbio alcuno, il Piemonte avrà
tutto il traffico in decollo dell’aeroporto lombardo di Milano Malpensa.
Quello che ancora una volta appare evidente agli
occhi di tutti, è che si vuole lo sviluppo di Malpensa e si vogliono scaricare
tutti gli effetti negativi sul territorio piemontese. Ora
diciamo basta!!! Chi vuole l’aeroporto HUB da 40-50 milioni di
passeggeri all’anno si deve tenere sul suo territorio anche gli effetti
negativi e non deve scaricarli a casa d’altri, noi non lo possiamo accettare.
A difesa del nostro diritto ad una vita tranquilla
siamo pronti ancora e sempre a mobilitarci, sappiano i signori della SEA e i
vertici della Regione Lombardia, che i nostri Sindaci non ci hanno abbandonato e
che la popolazione è sempre con noi, pertanto saremo attenti e pronti a nuove
iniziative e a forme di protesta.
Malpensa
2000: Gli Europarlamentari non sono
male informati.
Con il presente comunicato Sindaci, Comitati ed Associazioni ambientaliste dei territori attorno a Malpensa esprimono il loro apprezzamento e ringraziamento agli europarlamentari per la loro presa di posizione sulle prospettive di ampliamento dell’aeroporto di Malpensa.
Gli europarlamentari Antonio Di Pietro, Monica
Frassoni, Fiorella Ghilardotti, Reinhold Messner, Guido Sacconi e Luigi Vinci denunciando
l’abuso edilizio determinato dal prossimo avvio dei lavori di ampliamento
della aerostazione, ampliamento di circa il 30% non sono male informati al contrario di quanto afferma SEA.
Sono
molto bene informati, perché consci, come del resto lo sono SEA e ENAC, che
l’unico strumento normativo in forza del quale Malpensa può operare, è il
Piano Regolatore Aeroportuale del 1985,
Piano Regolatore, peraltro, non sottoposto alle procedure di compatibilità
ambientale in quanto precedente all’entrata in vigore della disciplina sulla
Valutazione di Impatto Ambientale.
Tale
Piano autorizzava per il 2005:
-
12 milioni di passeggeri anno;
-
277 movimenti (decolli ed atterraggi) di media al giorno;
-
400 movimenti (decolli ed atterraggi) nei giorni di massima attività
dello scalo;
-
170.000 mq di costruzioni tra aerostazione ed i tre satelliti, attività
commerciali comprese.
Con
autorizzazioni, tutte successive al 1994, e quindi obbligatoriamente soggette
alle normative sulla VIA sia Europee che Nazionali la SEA:
-
costruiva 258.000 mq di aerostazione, a fronte dei 170.000 autorizzati
dal piano
regolatore;
-
allungava di 400 metri una pista spacciando l’allungamento come
raccordo;
-
raddoppiava il numero delle piazzole di sosta degli aerei, per
raggiungere e superare gli 800 movimenti (decolli ed atterraggi) al giorno, pari
circa 20 milioni di passeggeri anno;
-
realizzava una struttura aeroportuale (Cargo city) difforme a quanto
autorizzato dallo stesso PRG;
-
progettava la costruzione di un terzo satellite con superfici, volumi e
potenzialità assolutamente esagerati, comunque
difformi da quelli già realizzati per i primi due ed in grado
di portare la capacità di movimenti di Malpensa
a 35-40 milioni di passeggeri/anno, a fronte
dei 12 milioni autorizzati.
Questo e’ quanto veniva
indicato negli atti ufficiali che, al di là delle affermazioni,
la regione Lombardia faceva pervenire ai Comuni di sedime aeroportuale
pochi mesi fa.
-
il 3 giugno 2002 chiudeva il bando di gara per gli appalti relativi al
completamento dell’ aerostazione.
-
pochi giorni dopo annunciava sui giornali che entro il 2007 avrebbe
costruito la terza pista.
-
nel frattempo ENAC, su richiesta della Comunità Europea, sollecitata
dai sottoscritti, inviava a quest’ ultima una lettera in cui, (sempre secondo
i sottoscritti) in modo fuorviante,
cercava di dimostrare che tutto
questo non necessiterebbe di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) in quanto
si tratterebbe di opere già previste dal Piano Regolatore del 1985.
Queste
sono le informazioni in nostro possesso che abbiamo fornito agli
europarlamentari. Del resto SEA e’ notoriamente parca di notizie, poiché,
come risulta ancora ai sottoscritti, i Sindaci dei comuni vicini a Malpensa
costantemente reclamano di poter essere informati preventivamente circa progetti
di SEA ed ENAC per non essere messi
di fronte al fatto compiuto.
Il
Piano Regolatore Aeroportuale è un documento
tecnico di facile lettura. Per
questo, in considerazione del fatto che tutte queste nuove opere non vengono
indicate, chiediamo cortesemente ad
ENAC e SEA di indicarci dove queste opere risultano autorizzate.
COORDINAMENTO
SINDACI DI LOMBARDIA E PIEMONTE
Sindaco
di Varallo Pombia
(Luigi
Mario Parachini)
Sindaco
di Jerago con Orago (Luca
Giarola)