GIUGNO 2002


 COMUNICATO STAMPA

Varallo Pombia, 05 giugno 2002

  Gli Amministratori dei Comuni dell’Ovest Ticino interessati dalla Statale 32 e 33, con grande fatica ed impegno, hanno ottenuto che le modifiche per l’adeguamento e messa in sicurezza di queste arterie fossero comprese nel piano che l’Anas deve approvare.

E’ evidente che a qualcuno queste scelte di buon senso non stanno bene, ed è quindi partito alla carica per cercare di demolire il faticoso lavoro svolto. Ancora una volta si pone Malpensa come grande obbiettivo e panacea dei bisogni della gente novarese.

  Penso che ormai tutti abbiano capito e ne abbiano le tasche piene di questa manfrina anche perché, dopo 4 anni di attività dello scalo, ritengo sia più che evidente il grande inquinamento acustico ed  atmosferico indotto dai voli aerei e dal traffico veicolare da e per lo scalo, mentre delle favolose ricchezze non vi è traccia.

  Vista l’attenzione posta su Malpensa dall’attuale presidente del Cim, viene spontaneo chiedersi quale logica lega un Cim (Centro Intermodale Merci) con un Aeroporto Hub, come lui stesso definisce Malpensa, vale a dire aeroporto perno di smistamento di passeggeri, e perché questo grande coinvolgimento, mentre ci si dovrebbe impegnare a dare delle concrete risposte a tutti quei cittadini che – a causa del grande aumento del traffico ferroviario merci – hanno pesanti disagi a vivere vicino alla ferrovia per la Svizzera, o a quegli automobilisti che passano ore davanti ai passaggi a livello in attesa dei treni diretti o provenienti dal Centro Intermodale Merci.

               Leggendo poi, nelle pagine odierne di un noto quotidiano milanese, un articolo a tutta pagina «La terza pista a Malpensa entro il 2007» - “ L’azienda che gestisce lo scalo conferma l’opera e riapre le polemiche sul futuro del Parco del Ticino”, con la conferma che la direzione degli ulteriori decolli sarà ancora sulla Provincia di Novara, il pensiero va ad alcuni politici novaresi, che si candidano ad essere i veri responsabili del prossimo disastro ambientale.

              Questi, che hanno finto e fingono di battersi contro le rotte di Malpensa, vera causa di danno per il territorio piemontese, svendono in realtà l’ ambiente e la qualità della vita degli abitanti dell’Ovest Ticino per favorire limitati interessi del capoluogo con la promozione, terza pista compresa, di quello che sarà “l’Hub della ex brughiera”.


COMUNICATO STAMPA

Varallo Pombia, 11 giugno 2002

Ancora una volta i vertici di SEA cercano di tranquillizzare i sindaci dei comuni lombardi limitrofi all’aeroporto (ancora una volta il Piemonte non esiste), infatti come da dichiarazioni riportate da vari organi di stampa, viene assicurato che per la terza pista nulla è ancora deciso, che la stessa non si farà senza l’intesa con il territorio.

Nello stesso tempo però, precisa una nota della società, se si dovesse costruire,  servirà esclusivamente a ridurre il rumore, con grande attenzione all’ambiente e non ad aumentare il traffico aereo. Ricordando che a Malpensa sono già previste delle misure ambientali, una su tutte l’applicazione dello scenario di minimo impatto con la ripartizione delle rotte tra Est ed Ovest al 50%, che vengono ampiamente disattese, noi alla “bufala” della pista per motivi ambientali  non crediamo, infatti da studi fatti e da un’ispezione da parte di una commissione dell’Unione Europea, è stato accertato che senza la terza pista, Malpensa non potrà mai diventare un’ Hub e nel protocollo Sea Regione Lombardia ed Alitalia la terza pista è condizione posta dalla compagnia di bandiera per continuare il suo interessamento allo scalo milanese).

I tecnici preposti alla progettazione della nuova pista hanno nel frattempo individuato le ipotetiche vie d’uscita, una a sud-ovest verso Novara, definita meno impattante, per il semplice motivo che gli aerei passerebbe prima sul Parco del Ticino, in una zona scarsamente urbanizzata (questo sul territorio lombardo mentre oltre Ticino vi sono diversi Comuni come Cameri, Bellinzago, Galliate, Caltignaga, ecc.) e l’altra quasi parallela a quelle esistenti con decolli spalmati verso Nord-Ovest in zone definite dai progettisti, con una densità abitativa non elevata (aree di Varallo Pombia, Pombia, Divignano, Marano Ticino, Oleggio, ecc. già ora abbondantemente sorvolate).

Comunque, in entrambi i casi, i maggiori disagi li subiremmo ancora noi dell’Ovest Ticino e senza dubbio alcuno, il Piemonte avrà tutto il traffico in decollo dell’aeroporto lombardo di Milano Malpensa.

Quello che ancora una volta appare evidente agli occhi di tutti, è che si vuole lo sviluppo di Malpensa e si vogliono scaricare tutti gli effetti negativi sul territorio piemontese. Ora  diciamo basta!!! Chi vuole l’aeroporto HUB da 40-50 milioni di passeggeri all’anno si deve tenere sul suo territorio anche gli effetti negativi e non deve scaricarli a casa d’altri, noi non lo possiamo accettare.

A difesa del nostro diritto ad una vita tranquilla siamo pronti ancora e sempre a mobilitarci, sappiano i signori della SEA e i vertici della Regione Lombardia, che i nostri Sindaci non ci hanno abbandonato e che la popolazione è sempre con noi, pertanto saremo attenti e pronti a nuove iniziative e a forme di protesta.

                                                                                                                          Segreteria del C.Oves.T.  


  COMUNICATO STAMPA DEL 21 GIUGNO 2002

Malpensa 2000: Gli Europarlamentari non sono  male informati.

Con il presente comunicato Sindaci, Comitati ed Associazioni ambientaliste dei territori attorno a Malpensa esprimono il loro apprezzamento e ringraziamento agli  europarlamentari per la loro presa di posizione sulle prospettive di ampliamento dell’aeroporto di Malpensa.

Gli europarlamentari Antonio Di Pietro, Monica Frassoni, Fiorella Ghilardotti, Reinhold Messner, Guido Sacconi e Luigi Vinci denunciando l’abuso edilizio determinato dal prossimo avvio dei lavori di ampliamento della aerostazione, ampliamento di circa il 30% non sono male informati al contrario di quanto afferma SEA.

Sono molto bene informati, perché consci, come del resto lo sono SEA e ENAC, che l’unico strumento normativo in forza del quale Malpensa può operare, è il Piano Regolatore Aeroportuale del  1985, Piano Regolatore, peraltro, non sottoposto alle procedure di compatibilità ambientale in quanto precedente all’entrata in vigore della disciplina sulla Valutazione di Impatto Ambientale.

Tale Piano autorizzava per il 2005:

-         12 milioni di passeggeri anno;

-         277 movimenti (decolli ed atterraggi) di media al giorno;

-         400 movimenti (decolli ed atterraggi) nei giorni di massima attività dello scalo;

-         170.000 mq di costruzioni tra aerostazione ed i tre satelliti, attività commerciali comprese.

Con autorizzazioni, tutte successive al 1994, e quindi obbligatoriamente soggette alle normative sulla VIA sia Europee che Nazionali la SEA:

-         costruiva 258.000 mq di aerostazione, a fronte dei 170.000 autorizzati dal      piano regolatore;

-         allungava di 400 metri una pista spacciando l’allungamento come raccordo;

-         raddoppiava il numero delle piazzole di sosta degli aerei, per raggiungere e superare gli 800 movimenti (decolli ed atterraggi) al giorno, pari circa 20 milioni di passeggeri anno;

-         realizzava una struttura aeroportuale (Cargo city) difforme a quanto autorizzato dallo stesso PRG;

-         progettava la costruzione di un terzo satellite con superfici, volumi e potenzialità assolutamente esagerati,  comunque difformi da quelli già realizzati per i primi due ed in grado  di  portare la capacità di movimenti di Malpensa  a 35-40 milioni di passeggeri/anno, a fronte  dei  12 milioni autorizzati.  Questo e’ quanto  veniva indicato negli atti ufficiali che, al di là delle affermazioni, la regione Lombardia faceva pervenire ai Comuni di sedime aeroportuale  pochi mesi fa.

-         il 3 giugno 2002 chiudeva il bando di gara per gli appalti relativi al completamento dell’ aerostazione.

-         pochi giorni dopo annunciava sui giornali che entro il 2007 avrebbe costruito la terza pista.

-         nel frattempo ENAC, su richiesta della Comunità Europea, sollecitata dai sottoscritti, inviava a quest’ ultima una lettera in cui, (sempre secondo i sottoscritti)  in modo fuorviante, cercava di dimostrare  che tutto questo non necessiterebbe di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) in quanto  si tratterebbe di opere già previste dal Piano Regolatore del 1985.

Queste sono le informazioni in nostro possesso che abbiamo fornito agli europarlamentari. Del resto SEA e’ notoriamente parca di notizie, poiché, come risulta ancora ai sottoscritti, i Sindaci dei comuni vicini a Malpensa costantemente reclamano di poter essere informati preventivamente circa progetti di SEA ed ENAC per non essere  messi di fronte al fatto compiuto.

Il Piano Regolatore Aeroportuale è un documento tecnico di facile lettura.  Per questo, in considerazione del fatto che tutte queste nuove opere non vengono indicate, chiediamo cortesemente  ad ENAC e SEA di indicarci dove queste opere risultano autorizzate.

COORDINAMENTO SINDACI DI LOMBARDIA E PIEMONTE

 Sindaco di Varallo Pombia                                       (Luigi Mario Parachini)

 Sindaco di Jerago con Orago                                   (Luca Giarola)

  Sindaco di Castelletto Ticino                                   (Francesco Viale)

  C.OVES.T (Comitato Ovest Ticino)                        Il presidente  (Gianpietro Fanchini)

  UNI.CO.MAL. (Unione Comitati Malpensa)          Il presidente  (Giuseppe Balzarini)

  LEGAMBIENTE    Coordinamento Circoli area Malpensa       (Emilio Magni).