LUGLIO 2002


 

COMUNICATO STAMPA

Varallo Pombia, 24 luglio 2002

  6 AGOSTO 2002, CHIUSURA DI LINATE E TRASFERIMENTO VOLI A MALPENSA, COSA ACCADRA’ SUL NOSTRO TERRITORIO?

            La decisione di SEA è nota a tutti, infatti Linate sarà chiuso dal 6 al 26 agosto per lavori sulla pista, non è possibile sapere concretamente cosa succederà a Malpensa e sul nostro territorio in conseguenza di ciò, ma possiamo tentare di scrivere qualche previsione.

           Innanzitutto Malpensa è un aeroporto con un traffico che, essendo oltre i limiti stabiliti dal piano regolatore aeroportuale è anche oltre i livelli sopportabili dal Territorio, come più volte asserito da varie fonti ed in varie sedi.

Per prevedere quale ulteriore impatto negativo provocherà l’incremento di traffico che avremo in agosto, consideriamo che questo aumento sarà di circa 200 voli sempre se una parte del traffico di Linate sarà trasferito altrove così come è stato annunciato da SEA.

 Con l’incremento normale del traffico estivo e i 200 voli in più, avremo a Malpensa un movimento che si avvicinerà ad oltre 1000 voli al giorno.

Con queste premesse possiamo fare alcune considerazioni:

1)      L’aeroporto di Malpensa è stato certificato pericoloso dall’esame svolto su incarico dell’Unione Europea dalla Cranfield University, che lo riteneva inadatto a gestire un traffico aereo di 6/700 voli al giorno, pertanto sorge un dubbio: come sarà questo aeroporto con più di 1000 movimenti, progettato per un massimo di 400 voli/giorno?

2)      Malgrado manipolazioni di dati e varie omertà, è noto a tutti che già attualmente nel nostro territorio le condizioni di vita sono degradate, a causa dell’inquinamento acustico ed ambientale.

3)      Considerato che la pericolosità di Malpensa dipende innanzitutto dagli attraversamenti di pista e che 1000 voli al giorno significano più rischi, è evidente che la probabilità di incidente all’interno e all’esterno dell’aeroporto aumenta conseguentemente.

4)      Se dovesse malauguratamente accadere quello che nessuno si augura, tutto si risolverà con il solito scaricabarile?

5)      Le persone che viaggiano in aereo e la popolazione che risiede intorno a questo aeroporto, è giusto che si prendano rischi simili?

6)      E che dire dell’inadeguatezza dei servizi di emergenza, carenti di risorse e con piani di emergenza approssimativi sia dentro che fuori l’aeroporto?

       Ecco quindi che, a fronte di questa prospettiva, ci chiediamo se noi non abbiamo nessun diritto, perchè non siamo tutelati da nessuno e, il motivo per cui dobbiamo soccombere alla logica del profitto del partito di chi a Malpensa guadagna.

C.OVES.T.