Dicembre 2003
RIVEDERE LA
CAPACITÀ DI MALPENSA 2000
Ventotto dicembre 2003, Nord
Italia, migliaia di persone in partenza negli aeroporti, nelle stazioni, sulle
strade: tipica situazione post-natalizia. A questo quadro si aggiunge un ancor
più tipico fenomeno invernale: la neve. Non una tempesta, non una
bufera…appena dieci centimetri rimasti al suolo. Tanto basta per creare forti
disagi in quello che dovrebbe essere un hub internazionale: Malpensa 2000.
Sui ritardi, reclami,
problemi, carenze e brutte figure già si è detto e già si è scritto molto in
questi giorni. Vogliamo solamente esprimere alcune considerazioni:
- in primo luogo i dati ufficiali parlano di 150 voli cancellati su 609, a cui corrispondono 16.000 passeggeri rimasti a terra su 55.000. Questo significa che, nonostante tutto, 459 voli sono partiti. Se andiamo a verificare la capacità di Malpensa prevista dal Piano Regolatore Generale, essa risulta essere di 400 voli giornalieri. Quindi: se i parametri originari, secondo i quali l’aeroporto era stato progettato, fossero stati rispettati, disagi come quelli verificatesi a causa di una leggera nevicata non si sarebbero manifestati, poiché la capacità assicurata dall’aeroporto di 400 voli sarebbe stata pienamente soddisfatta.
Questo dimostra ancora una volta che l’aeroporto, superando i 400
movimenti al giorno, va oltre il suo limite e quindi piccoli guasti o situazioni
meteo anomale creano gravi disagi per i passeggeri.
Riteniamo significativo ricordare che le ripercussioni negative che
Malpensa provoca (di cui fanno ovviamente parte tutti i danni ambientali contro
i quali ci battiamo) sono diretta conseguenza del superamento dei suddetti
limiti e del mancato rispetto del Piano Regolatore Generale.
-
in secondo luogo, un aeroporto che ha aspirazioni di hub internazionale
non può rischiare la paralisi a causa di dieci centimetri di neve. Al nord
Italia la neve non è un evento eccezionale e Malpensa dovrà affrontare, nel
corso degli anni, nevicate ben più copiose di quella di pochi giorni fa.
Questo, assieme ad altri aspetti, avalla la nostra idea che è Fiumicino
l’aeroporto che presenta maggiori qualità per essere l’hub di riferimento
di Alitalia.
In
conclusione, se il PRG, per motivi di SICUREZZA, OPERATIVITA’ e QUESTIONI
AMBIENTALI prevedeva una capacità massima di 400 voli al giorno un motivo ci
doveva pur essere. Il superamento di questi parametri comporta disagi come
quello di voli cancellati in seguito a pochi centimetri di neve, ma anche
pericoli per la sicurezza e ingenti danni ambientali. Queste non sono questioni
da affrontare con leggerezza.
È
stata dichiarata l’apertura di un’indagine in seguito a quello che è
avvenuto due giorni fa. A nostro parere questa sarà l’ennesima indagine
farsa, dove le vere responsabilità non saranno mai appurate e i veri problemi
mai affrontati…dobbiamo forse attendere un grave incidente per vedere
affrontata la situazione della sicurezza e della tutela ambientali con serietà?
COMUNICATO
STAMPA
I
PARLAMENTARI EUROPEI CHIEDONO L’INTERVENTO DEL COVEST
AD
UN CONVEGNO SULLE RETI TRANSEUROPEE
Lunedì
08 dicembre 2003, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia
Leonardo da Vinci, di Milano, si è tenuto un convegno organizzato dai
parlamentari europei dei Verdi, sull’argomento: “Reti transeuropee (RTE) di
trasporto e cambiamenti climatici”.
Sulla
tematica “La filosofia delle RTE: una strategia ancora valida?” è
stato richiesto l’intervento del COVEST, che ha partecipato con una
relazione esposta dal Presidente Gianpietro Fanchini (che si può leggere
integralmente sul ns. sito internet).
Esperti
europei, Commissione europea, Governo italiano, Enti locali, Associazioni
ambientaliste e Comitati civici hanno preso parte al Convegno, discutendo
principalmente delle reti di trasporto transeuropee, tra le quali Malpensa, e
delle loro conseguenze, positive e negative, su economia, ambiente, popolazione.
Gli
obiettivi di tali infrastrutture dovrebbero
essere: “riduzione del traffico su
gomma, basso impatto ambientale, integrazione nelle reti regionali, benefici
anche per le economie regionali e locali, viabilità socio-economica,
rafforzamento della coesione territoriale”.
È
questo che è stato ottenuto con la realizzazione dell’aeroporto di Malpensa,
uno dei pochi progetti di RTE portati ad effettivo e completo compimento?
In
un documento presentato nel corso del convegno, con lo scopo di analizzare con
precisione tutti i progetti di RTE, sull’aeroporto di Malpensa si legge: altissimo
impatto ambientale locale e complessivo (è l’unico dei progetti ad avere
l’aggettivo ALTISSIMO correlato all’espressione “impatto ambientale”!); benefici
dubbi per la gestione del traffico aereo, opposizione della società civile
nell’area. Alternative: ridistribuzione dei voli fra diversi aeroporti
nazionali.
Da
sottolineare che tale documento non è opera nostra o di altri comitati contrari
allo sviluppo incontrollato di Malpensa, bensì autori sono dei Parlamentari
Europei.
In
questo quadro è chiaro l’intervento del COVEST, che di fronte ad una platea
composta da docenti universitari, sia italiani che stranieri, da esperti in
pianificazione di trasporti, da rappresentanti del Governo Italiano (era infatti
presente l’ing. Ettore Incalza, consigliere del Ministro delle Infrastrutture
e Trasporti), da rappresentanti della Confindustria Europea, ha ricordato i
gravi disagi subiti dalla popolazione e i danni all’ambiente causati in
seguito all’apertura dell’aeroporto.
È
stata questa l’occasione per evidenziare che, oltre alle negatività ormai
note a tutti conseguenti a Malpensa, non si sono neanche attuate le sbandierate
opportunità economiche che tale struttura doveva portare alle popolazioni
insediate nei dintorni dell’aeroporto. A distanza di 5 anni dall’apertura,
il bilancio costi-benefici non è certo in attivo: a fronte dell’aumento
esponenziale di inquinamento acustico ed atmosferico, della messa in pericolo di
un ecosistema importante come la Valle del Ticino, della minaccia alla salute
umana…cosa abbiamo ottenuto? Un’occupazione caratterizzata da scarsa qualità
e professionalità, scarsa retribuzione e scarsa sicurezza, poiché i contratti
sono per la maggior parte a tempo determinato; qualche struttura
alberghiero-ricettiva che fa discreti affari e qualche società di
parcheggiatori sorta attorno l’aeroporto…il
bilancio non è certo positivo.
In
conclusione, abbiamo esposto un quesito che noi ci poniamo da sempre: è davvero
necessario un aeroporto hub, in una zona quale il Nord Italia, dove sono 17
gli aeroporti già presenti di cui, oltre Malpensa, otto sono internazionali?
Di
significativa importanza questo invito a noi giunto, poiché si inserisce nel
quadro delle iniziative che vedono l’Europa sempre più interessata alla
problematica di Malpensa e alle nostre attività.
Finalmente
riusciamo ad avere una voce anche in Europa, e il Convegno di ieri ne è
un’ulteriore dimostrazione, dopo la “Conferenza sul rumore” tenutasi
scorso 13 novembre presso il Parlamento europeo a Bruxelles, che vedeva
anch’essa l’intervento del COVEST, e soprattutto in seguito alla procedura
di infrazione aperta dalla Commissione Europea nei confronti del Governo
Italiano su Malpensa.
La
segreteria del C.OVES.T.