OTTOBRE 2003


 

COMUNICATO STAMPA

MALPENSA: UN APPOGGIO POLITICO E’ ORMAI INDISPENSABILE

Varallo Pombia, 24 ottobre 2003

Si è riunito il 21 ottobre 2003, presso il Municipio di Oleggio, il Coordinamento degli Enti Locali della Provincia di Novara, che si occupa delle tematiche relative a Malpensa 2000, al fine di tutelare il territorio novarese. Erano presenti i Sindaci dell’Ovest Ticino, il Presidente della Provincia di Novara, Maurizio Pagani, l’Assessore all’Ambiente della Provincia, Antonio Tenace, i rappresentanti del Parco del Ticino e dei Parchi Naturali del Lago Maggiore ed alcuni esponenti del COVEST.

È stata questa l’occasione per ricordare le cause legali intentate contro Malpensa, in particolare il ricorso mosso al TAR, ora pendente al Consiglio di Stato, contro il provvedimento di nomina della Commissione Aeroportuale, che ha determinato l’esclusione dei paesi dell’Ovest Ticino da tale organo.

Obiettivo del Coordinamento è l’entrata a pieno titolo dei Comuni dell’Ovest Ticino nella Commissione Aeroportuale, al fine di poter intervenire sulle decisioni inerenti l’attività dello scalo.

In questo senso il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha manifestato apertura nei confronti delle istanze dell’Ovest Ticino. Il Presidente della Provincia di Novara si è dunque reso disponibile a contattare il Vice-Ministro con delega agli Aeroporti, On. Mario Tassone, al fine di ottenere una risoluzione positiva della vertenza.

Questo dimostra l’importanza e la necessità di un intervento di tutte le forze politiche e le cariche istituzionali del Piemonte, per dare maggior risalto alla questione e ottenere i giusti risultati.

L’avallo politico e istituzionale in una questione di rilevanza nazionale, qual è quella relativa all’aeroporto di Malpensa 2000, assume oggi un’importanza primaria.

                                                                                                            La segreteria del COVEST


COMUNICATO STAMPA

CONVEGNO "INQUINAMENTO ATMOSFERICO NELL’AREA DI MALPENSA"

 

Varallo Pombia, 8 ottobre 2003

Il territorio intorno a Malpensa, inserito nell’area del Parco Lombardo della Valle del Ticino, svolge una importante funzione di "polmone verde", di discontinuità con l’ambiente urbano metropolitano (la conurbazione dell’asse del Sempione che si estende fino a Milano). In quest’area si dovrebbe tendere al rispetto dei "valori guida" stabiliti dalle normative per la tutela a lungo termine della salute umana e dell’ambiente, e non solo al non superamento delle soglie di attenzione e di allarme, riferibili principalmente alla prevenzione di episodi "acuti". Entrambe le funzioni (ecologica e sanitaria) fanno sì che sia di primario interesse operare per la salvaguardia della qualità dell’aria in quest’area.

Il convegno, tenutosi a Gallarate sabato 4 ottobre, ha cercato di valutare lo stato di salute complessivo della qualità dell’aria nei comuni limitrofi a Malpensa, valutando inoltre il contributo dell’aeroporto Malpensa 2000 agli inquinanti globali.

In breve, la qualità dell’aria misurata sugli inquinanti tipici (ossidi di azoto, ozono, polveri sottili) è nettamente peggiorata negli ultimi anni, ponendo l’asse del Sempione  e il territorio intorno a Malpensa al vertice delle zone più inquinate della Lombardia, insieme a Milano; la cosa è tanto più sconcertante poiché trascina il Parco Lombardo della Valle del
Ticino verso livelli di inquinamento incompatibili con il suo insostituibile ruolo, recentemente confermato dal riconoscimento dell’UNESCO, e ovviamente  espone i cittadini residenti a tutti i rischi sanitari potenziali  di una grande metropoli (riassunti dalla diminuzione della vita media di 4-5 anni, secondo la letteratura medica americana).

Di fronte a questa situazione la raccomandazione emersa unanime dal congresso  è un pressante invito a ricondurre lo sviluppo economico e territoriale ad un modello di sviluppo sostenibile, in cui la salute dei cittadini e il rispetto dell’ambiente vengano prima, e non dopo, alle opportunità di profitto, che inoltre si ponga riparo alle principali fonti di inquinamento già esistenti  e vengano bloccati tutti i nuovi progetti che peggiorerebbero una situazione già allarmante. In questo contesto, il peso dell’aeroporto di Malpensa 2000 sull’inquinamento atmosferico dell’area limitrofa è ben più consistente di alcune rassicuranti stime che parlano di un 13% , relativamente all’anno 1999  (in cui c’erano tra l’altro 13 milioni di passeggeri contro i 23 milioni attuali); tali stime, oltre a non menzionare alcuni degli inquinanti più insidiosi (PM10, PM2.5, Idrocarburi Policiclici Aromatici detti IPA) non solo ignorano la altissima concentrazione che si può avere  lungo le rotte aeree (secondo misurazioni effettuate dalla Università di Milano, alcuni terreni agricoli limitrofi a Malpensa presentano concentrazioni di IPA pari a 4/5/volte quelli rilevati presso il casello autostradale di Milano sud, con 100.000 (centomila) veicoli al giorno),  ma parimenti  nascondono la verità lapalissiana che Malpensa 2000 è il principale responsabile del raddoppio del traffico automobilistico nelle aree in questione, con i disastrosi effetti sulla qualità dell’aria confermati indipendentemente da ARPA Varese e campagne di rilevamento condotte dal parco del Ticino.

In base a quanto emerso nel convegno, quello che ancora una volta appare evidente agli occhi di tutti, è che si vuole a tutti i costi lo sviluppo di Malpensa, "nascondendo" i reali valori di inquinamento, questa purtroppo è la logica di quegli interpreti del profitto a tutti i costi, le cui priorità sono ben lontane dalle reali esigenze delle persone.

                                                                                                    La segreteria del C.OVES.T.