GENNAIO 2004
MALPENSA
2000 TRA LE EMERGENZE AMBIENTALI INDIVIDUATE DALLA COMMISSIONE PASTORALE
“SALVAGUARDIA DEL CREATO”
Sabato 24 gennaio 2004, presso la “Famiglia Studenti” di Verbania,
la Commissione Regionale della Pastorale Sociale del Lavoro, della Giustizia,
della Pace e della Salvaguardia del Creato ha presentato il documento: “Per
una lettura cristiana di alcuni nodi ambientali della Regione Piemonte”.
L’esigenza
di un tale documento nasce dal fatto che, ormai, “la questione ecologica ha
acquisito, in questi ultimi anni, il carattere di un’emergenza, che occorre
urgentemente affrontare. A venire gravemente compromessi sono infatti alcuni
beni fondamentali per la stessa persistenza della vita (terra, aria, acqua)”.
In
particolare sono state individuate le questioni più gravi che riguardano il
Piemonte, tra le quali Malpensa 2000. Testualmente, Malpensa è citata
quale fonte di “pesante inquinamento atmosferico ed acustico di cui sono
vittima in particolare le popolazioni che abitano il territorio del Piemonte
orientale”.
Le linee guida individuate dal documento sono le
seguenti: sono necessari una conversione di mentalità e di costume, lo sviluppo
di una cultura che abbia radici profonde nella tradizione ebraico-cristiana, un
rinnovamento degli stili di vita e un maggior impegno socioeconomico e politico.
È intervenuto anche Gianpietro Fanchini, Presidente di COVEST ONLUS,
che ha evidenziato i danni e disagi derivanti dall’aeroporto di Malpensa e ha
ricordato come lo sviluppo di tale infrastruttura sia stata compiuta
nell’illegalità e nel non rispetto delle norme vigenti (vedi mancata
Valutazione di Impatto Ambientale e superamento dei parametri previsti dal Piano
Regolatore Generale originario).
Monsignor
Charrier, Vescovo di Alessandria, in chiusura dell’incontro, ha invitato a
porre attenzione alle conseguenze sull’ambiente derivanti dal proprio
comportamento, proponendo un impegno nuovo e diretto della diocesi, con il
coinvolgimento delle parrocchie, per far meglio conoscere le tematiche
affrontate. Infine ha richiamato i politici al loro dovere: “Voi
politici dovete programmare il futuro, porvi il problema di cosa lasciare in
eredità alle generazioni di domani”.
Condividiamo
pienamente tale intervento poiché da tempo ci occupiamo del problema Malpensa e
riteniamo che lo stesso vada affrontato in modo poliedrico. All’interesse civile dimostrato dai
cittadini vittime di Malpensa si è ora aggiunto un importante interesse etico.
Ciò
di cui necessitiamo è l’interesse da parte del mondo politico.
L’appagamento delle istanze del territorio richiede, infatti, un adeguato
sostegno politico che invece, purtroppo è, nella maggioranza dei casi, assente.
Questi temi saranno affrontati e
approfonditi nel corso della serata organizzata dal COVEST per la sera del 30
gennaio sull’argomento: “Bisogno di legalità: il caso Malpensa ed
altro ancora”, nel corso del quale interverranno gli Europarlamentari
Antonio Di Pietro, Monica Frassoni, Luigi Vinci e l’Avv. Patrizia Bugnano.
L’appuntamento è per le
ore 21.00, presso il Teatro Comunale di Oleggio.
Varallo Pombia, 26 gennaio 2004
Partendo dal tema generale della legalità e del bisogno di legalità, si
analizzerà in particolare il caso Malpensa, le cui irregolarità sono ben note:
dal superamento dei parametri previsti dal Piano Regolatore Generale originario,
alla mancata valutazione di impatto ambientale relativa ai progetti di sviluppo
dell’aerostazione. A tal proposito è previsto anche l’intervento del
Presidente del COVEST, Gianpietro Fanchini e dell’Avvocato Patrizia Bugnano.
Si discuterà
anche delle reti di trasporto transeuropee, tra le quali Malpensa, e delle loro
conseguenze, positive e negative, su economia, ambiente, popolazione.
Sarà questa
serata occasione di confronto per dare inizio alla nuova “fase-Europa”, che
ci vedrà ancora impegnati nel fornire ulteriore documentazione alla Commissione
Europea, al fine di portare a positiva conclusione l’iter iniziato nel mese di
dicembre, con l’apertura della procedura di infrazione nei confronti del
Governo Italiano per il progetto di ampliamento di Malpensa.
È un dibattito ovviamente aperto a tutti coloro che, come noi, avvertono
l’esigenza di maggior chiarezza e trasparenza e non accettano illegalità e
irregolarità, che non fanno altro che danneggiare popolazione e ambiente.
COMUNICATO
STAMPA
CARRETTE
DEI CIELI ANCHE DA/PER MALPENSA?
Varallo Pombia, 14 gennaio 2004
Dopo
il disastro di Sharm El Sheikh veniamo a sapere che da anni
atterrano e decollano dai nostri aeroporti, compreso Malpensa, degli
aeromobili ufficialmente denominati "carrette dei cieli", senza che i
residenti fossero mai stati avvertiti; inoltre apprendiamo che la cosa
continuerà fino a data da definirsi.
Le
autorità del settore, sempre premurose nel difendere il business dei cieli, non
possono pubblicare il nome di tutte le compagnie aeree coinvolte (ci
mancherebbe: ci andrebbero di mezzo i profitti delle medesime compagnie, quindi
i "posti di lavoro").
Nel
frattempo noi residenti dobbiamo convivere col rischio di rivivere il disastro
di Sharm El Sheick sul nostro territorio; dove cadrà la prossima carretta dei
cieli…su Sesto Calende, Castelletto Ticino, Varallo Pombia?
In ogni caso il risultato non cambia; poiché nessun piano di emergenza
serio è mai stato approntato in caso di incidente aereo (meglio non parlare di
certe cose, non bisogna diffondere ingiustificato
allarmismo!). Possiamo prevedere che gli eventuali superstiti, residenti
sul territorio, potranno
solo sperare di salvarsi da soli, giacché non esiste la possibilità di
ospitare tra gli ospedali della zona le centinaia di ustionati gravi che
comunemente si registrano nel caso di incidente al suolo in zona abitata.
Rammentando altresì che esistono ancora aerei dotati di uranio impoverito nelle ali, che in caso di incidente provocherebbero addirittura inquinamento radioattivo su vaste aree del territorio (quali aerei? meglio non parlarne!), l'aeroporto di Malpensa 2000, fonte di ricchezza e prosperità per tutti, ci rifila così l'ennesima "polpetta avvelenata" di cui nessuno aveva avvertito i malcapitati residenti: è ovvio, i morti e i feriti sono il giusto prezzo del progresso, e comunque non si saprebbe come imputarli nei bilanci aziendali.
La segreteria del COVEST
Varallo Pombia, 08 gennaio 2004
Ci risiamo: il governatore lombardo Roberto Formigoni continua la sua
crociata pro-Malpensa, lanciando questa volta un vero e proprio ultimatum ai
vertici di Alitalia, in particolare all’amministratore delegato Francesco
Mengozzi, circa i patti presi per lo sviluppo dell’aeroporto.
Bisogna tornare a più di un anno e mezzo fa per comprendere appieno la notizia, quando lo stesso Formigoni convocò una riunione nel corso della quale fece firmare al rappresentante di Alitalia un’intesa, nella quale si progettava l’ulteriore sviluppo dello scalo, per la sua definitiva consacrazione ad hub. Ma perché tutto ciò potesse essere possibile, Alitalia doveva investire nell’aeroporto milanese, potenziando “voli, frequenza e collegamenti internazionali”.
E ieri Formigoni, sulla base di tale
accordo, invita la compagnia di bandiera a concretizzare gli impegni assunti, al
fine di creare la “Grande Malpensa”.
Siamo qui a ribadire che Malpensa ha rappresentato e continua a rappresentare per Alitalia, principalmente una fonte di perdite ed è quindi ovvio che essa sia restia ad investire in tale struttura.
In secondo luogo,
continuiamo a chiederci da dove provenga la necessità di trasformare Malpensa
in un hub, tenuto conto dei disagi e dei gravissimi danni ambientali a cui la
sua attività è collegata.
Infine, vorremmo evidenziare un particolare a cui non è stato dato molto risalto: l’accordo a cui Formigoni si riferisce è stato sì sottoscritto da Mengozzi, che aveva però fatto includere una postilla, messa a verbale, in cui di diceva “perplesso” sull’intesa.
Una persona che si dichiara perplessa su un qualsiasi argomento, non è sicuramente una persona che sottoscrive un patto su tale argomento di sua spontanea volontà, con serenità e convinzione…
Saranno forse gli interessi della Regione
Lombardia, da sempre schierata in prima fila tra i sostenitori di Malpensa, ad
aver spinto ed influito sull’accordo di cui sopra?
Alla
perplessità di Mengozzi si aggiunge la nostra…
La
segreteria del COVEST
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