MAGGIO 2004
Varallo Pombia, 27 maggio 2004
Si è svolto ieri, a Gallarate, un incontro promosso da Legambiente, WWF, Italia Nostra e F.A.I. (Fondo per l’ambiente italiano) sull’argomento “Malpensa 2000: nuovi progetti e nuovi scenari di impatto ambientale”.
Nel corso dell’incontro sono state rivolte precise domande ai candidati alle elezioni europee presenti, in particolare a : Luigina Ravena di Italia dei Valori, Gianna Senesi della coalizione Uniti per l’Ulivo, Monica Frassoni dei Verdi, Milena Bertani dell’UDC e Presidente del Parco del Ticino Lombardia, Renzo Tosolin di AN e Cinzia Colombo di Rifondazione Comunista.
Si è parlato di terza pista, Parco del Ticino, sicurezza, nuovi collegamenti, inquinamento acustico e ambientale. Ciò che di fondamentale è emerso è la preoccupante concezione che Malpensa provochi disagi e scempi esclusivamente ai territori lombardi.
Ancora una volta abbiamo avuto conferma che il problema Malpensa è affrontato da alcuni politici e dalle Istituzioni solo dal punto di vista lombardo. Portiamo ad esempio la simulazione di disastro aereo che sarà fatta a breve, al fine di valutare l’effettiva sicurezza della popolazione che vive nei territori limitrofi l’aeroporto. Quali territori? Quelli lombardi ovviamente! Poco importa se la maggioranza dei decolli avviene ad Ovest del Ticino e quindi interessa i territori piemontesi, possibili vittime anch’esse di un malaugurato incidente aereo…le simulazioni aeree e le messe in sicurezza si fanno esclusivamente in provincia di Varese, poiché Malpensa è un aeroporto lombardo (che riversa però i maggiori disagi sulla popolazione piemontese).
Questa situazione che riguarda il territorio dell’Ovest Ticino è in gran parte causata dall’assenza di partecipazione delle Istituzioni piemontesi (come la Provincia e la Regione) circa la questione Malpensa, che non sono mai state incisive nella fattiva risoluzione delle problematiche sorte a riguardo.
Un altro fatto che ha suscitato il nostro stupore è stata la risposta offerta da Renzo Tosolini al quesito “Se sarà eletto al Parlamento Europeo, si impegnerà contro la costruzione della Terza Pista?”. Ed ecco l’illuminante proposta di Tosolin: la Terza Pista non deve essere effettuata, come da progetto, nel bel mezzo del Parco del Ticino, causando così la rovina dello stesso, ma può benissimo essere realizzata utilizzando la pista dell’aeroporto di Cameri, trattandosi di un aeroporto militare, “sotto utilizzato”, con a disposizione interessanti infrastrutture e spazi tali da permettere la costruzione, appunto, di una pista, ma anche il trasferimento della cargo city, l’insediamento di capannoni atti alla manutenzione, e quant’altro…
Questo approccio nella risoluzione dei problemi, basato sulla concezione che basta spostare il luogo dello scempio e del disagio a casa d’altri, non è certamente fruttuoso ed efficace: la Terza Pista, ovunque costruita, costituirà fonte di ulteriore inquinamento, devastazione territoriale, abbassamento della qualità della vita…le questioni ambientali sono lungi dall’essere risolte, anzi, ogni giorno una nuova decisone, una nuova proposta, peggiorano la già grave situazione in cui versa il nostro territorio.
È questo un momento topico per il futuro del nostro territorio ed è importante che l’attenzione dei cittadini si mantenga alta. Ricordiamo che il Covest sta organizzando per il prossimo autunno una manifestazione di protesta contro i disagi causati dalla crescita incontrollata dell’aeroporto di Malpensa.
…LE OPPORTUNITA’ PERSE DI MALPENSA
Varallo Pombia, 25 maggio 2004
L’Associazione Industriali della provincia di Novara ha un nuovo Presidente: Franca Capurro, imprenditrice edile. Ieri la presentazione della neo-eletta, che non ha perso tempo nel dichiarare i suoi obiettivi, le sue ambizioni e nel manifestare il suo dissenso per una serie di opportunità, offerte al nostro territorio, che non sono state colte nella loro interezza…
Ed ecco che si va subito a parlare della Grande Malpensa: “se non siamo in grado di cogliere le opportunità indotte in termini di sviluppo della contiguità del nostro territorio con un hub (Malpensa appunto), siamo legittimati solo a fare analisi penitenziale della nostra incapacità di cogliere le opportunità stesse” dichiara la Sig.ra Capurro.
Ma certo, prostriamoci tutti in un collettivo mea culpa per non aver saputo godere delle magnifiche possibilità offerteci dall’aeroporto di Malpensa…
Sorge spontaneo chiedersi: quali opportunità?! E chi, secondo la Presidente degli Industriali doveva giovarne a piene mani? Ricordiamo infatti, che il vero progresso è quello di cui può beneficiare l’intera popolazione, non è quello basato sulle speculazioni di pochi…
Malpensa non può essere considerata fonte di sviluppo per il territorio sul quale sorge: portiamo ad esempio le migliaia di posti di lavoro promessi come contropartita all’inevitabile peggioramento della situazione ambientale provocato dalla struttura aeroportuale .
Oltre a essere ben lontani dai numeri prospettati dai sostenitori dell’hub, le posizioni offerte sono in maggioranza di scarsa qualità (tempo determinato), tanto che circa la metà dei candidati ha poi rifiutato o rinunciato al posto di lavoro.
A cosa si riduce per il nostro territorio il grande vantaggio economico? Pochi posti di lavoro, perlopiù di scarsa qualità e mal retribuiti, qualche struttura ricettivo-alberghiera che fa discreti affari, alcune società di parcheggiatori sorte intorno allo scalo, al prezzo della deturpazione del territorio, dell’aumento esponenziale dell’inquinamento acustico e atmosferico e di forti negatività sulla salute. Non ci sembra per niente un bilancio positivo.
Sono queste le opportunità che dovevano essere sfruttate meglio? Di fronte a certe dichiarazioni rimaniamo allibiti nel renderci conto che esiste ancora qualcuno in grado di sostenere che Malpensa possa essere per il nostro territorio una grande opportunità e non considerando il fatto che è il nostro territorio a non poter sopportare l’impatto causato da Malpensa.
Concludiamo con un invito: l’Associazione Industriali, forte della visibilità a lei accordata dai mezzi di comunicazione, potrebbe promuovere un incontro pubblico sui temi qui discussi, in modo tale da poterci confrontare, al fine di capire cosa sia veramente Malpensa, e pesare, da un lato, le opportunità da essa offerte al nostro territorio, dall’altro, i disagi e gli scempi ad essa conseguenti.
La segreteria del COVEST
Varallo
Pombia, 20 maggio 2004
Anche
Alessandria comincia ad affrontare i primi problemi relativi ad aeroporti,
inquinamento, degrado ambientale…la Giunta Comunale ha infatti deciso di
trasferire l’aeroporto da turismo esistente, nella zona sud della città,
andando però ad interessare una porzione di terreno nove volte più grande di
quella attualmente occupata dalla piccola aerostazione.
L’Assemblea
Pubblica organizzata dal Comitato Tutela e Sviluppo (già Comitato per il NO
all’Aeroporto di Alessandria) ha visto come oratori il Prof. Agostino Villa,
docente presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino e Gianpietro
Fanchini, Presidente di COVEST ONLUS, qui chiamato per raccontare dell’
“affaire Malpensa”.
La realtà alessandrina è certamente differente dalla nostra, così come l’aeroporto che è in progetto non è certo paragonabile a Malpensa 2000 e a tutto ciò che essa comporta…ma, come è emerso nel corso della serata, i problemi sono comuni.
In particolare, ad Alessandria,
come a Varallo Pombia, Oleggio, Castelletto Ticino, ecc, il disagio più grave
è causato dalla mancanza di trasparenza da parte delle Istituzioni, che
mascherano le loro vere intenzioni.
Questo è un argomento fortemente sentito dal nostro Comitato, poiché la questione Malpensa è stata, da subito, caratterizzata dalla totale mancanza di informazioni e di correttezza dei rapporti tra le Istituzioni, in particolare tra Istituzioni lombarde e piemontesi e tra Istituzioni e cittadini. La mancata conoscenza e valutazione delle problematiche ha impedito che ci fosse sulla questione una doverosa attenzione e di conseguenza una necessaria mobilitazione.
Infatti, mentre i Comuni lombardi limitrofi all’aeroporto di Malpensa hanno discusso ed approvato nei loro Consigli Comunali il Piano Regolatore Generale (PRG), che nel 1986 prevedeva l’ampliamento dell’aeroporto, esso non è mai stato posto all’attenzione e tanto meno ha avuto l’avallo dei Consigli Comunali dei Comuni piemontesi.
Questa deficienza di informazioni continua ancor oggi,
allorché i Comuni Piemontesi risultano del tutto esclusi dalla Commissione
Aeroportuale, organo responsabile delle più importanti decisioni inerenti
l’attività aeroportuale.
Mascherare le vere intenzioni è un’attività svolta egregiamente dalle
Istituzioni lombarde che, solo oggi sappiamo, hanno fin da subito avuto lo scopo
di far divenire Malpensa 2000 un hub e non un aeroporto point-to-point come
previsto originariamente.
È dunque questo il vero problema contro il quale ci battiamo, noi come la popolazione di Alessandria: la mancanza di informazione, che non ci permette di valutare in anticipo le reali conseguenze delle decisioni prese ai livelli più alti e ci pone di fronte al fatto compiuto, senza alcuna possibilità di intervenire in anticipo.
Siamo qui a chiedere ancora
una volta MAGGIOR INFORMAZIONE, MAGGIOR CHIAREZZA, MAGGIOR TRASPARENZA, perché
le decisioni di pochi influiscono sulla vita della collettività.
La
segreteria del COVEST
Varallo Pombia, 13 maggio 2004
Ancora una
volta certe forze politiche ed economiche della Lombardia fanno la voce grossa e
impongono ultimatum ad Alitalia per puntare sulla crescita di Malpensa. Tutto
questo in un periodo di crisi, che rischia seriamente di portare al fallimento
la compagnia di bandiera.
Ricordiamo che Malpensa, per Alitalia, è stata fonte di brutte figure (furti nei bagagli, ritardi, disagi causati dalle nevicate) e causa di gravi perdite, quantificabili, negli ultimi anni, in più di 2.500 miliardi delle vecchie lire. Nonostante la crisi, sugli aeroporti di Linate e Fiumicino, Alitalia ha sempre concluso il bilancio in utile, mentre su Malpensa si sono registrate continue e gravi perdite.
Si vuol imporre lo stesso
modello, basato su nuovi investimenti a Malpensa, potenziamento di voli,
frequenze, tratte internazionali, completamento di collegamenti stradali e
ferroviari, costruzione di nuove infrastrutture (terzo satellite, terza pista).
Questo modello ha già dimostrato di essere fallimentare!
È
indispensabile porsi interrogativi che vanno al di là della questione
economica. Perché voler puntare a tutti i costi su un aeroporto come Malpensa,
noto in tutta Europa per i danni ambientali creati e non concentrarsi invece sul
vero hub italiano, e cioè Fiumicino, che rappresenta uno scalo a minimo impatto
ambientale, essendo costruito sul mare e non nel bel mezzo del Parco del Ticino
e a ridosso di centri abitati?
È inevitabile pensare, ancora una volta, alle conseguenze che un ulteriore potenziamento dello scalo milanese avrebbero sulla nostra vita, sul nostro ambiente, sulla popolazione dell’Ovest Ticino.
Le centinaia di sorvoli
quotidiani aumenterebbero, con un conseguente incremento di inquinamento
acustico ed atmosferico, nuovi hangar, magazzini, infrastrutture verrebbero
costruiti per cercar di far insediare Alitalia nella “Grande Malpensa”.
Qualcuno ha pensato alle devastanti conseguenze che tutto questo comporterebbe,
andando ad aggravare ulteriormente una situazione di forte inquinamento ormai da
tutti conosciuta?
Senza tener
conto che i continui ampliamenti di Malpensa sono illegittimi, in quanto non
previsti dal nel Piano Regolatore Generale approvato: un eclatante esempio è
costituito dall’hangar manutentivo velivoli, realizzato nonostante il parere
negativo della Commissione Ministeriale dei Lavori Pubblici, e per questo
oggetto di ricorso al TAR da parte dei Comuni.
Il nostro
dissenso e la nostra preoccupazione saranno espressi e portati avanti attraverso
le nostre continue attività ed impegni (vedi azioni legali, contatti con
Comunità Europea), e attraverso una MANIFESTAZIONE che si terrà in autunno,
alla quale siamo sicuri parteciperà gran parte della popolazione vittima di
questo aeroporto, per esprimere ancora una volta il nostro totale dissenso
nei confronti di chi vuole espandere ulteriormente Malpensa 2000, pensando solo
a “salvare” la compagnia di bandiera, ma ignorando completamente le
legittime rivendicazioni di una popolazione da anni costretta a vivere in
pessime condizioni.