SETTEMBRE 2004


 

 

 

 

LEGAMBIENTE

 

 

COMUNICATO STAMPA

ALITALIA E MALPENSA: INTERESSI E STRATEGIE

Anche in questo momento tragico per i destini di Alitalia e di migliaia di lavoratori c’è chi, senza pudore, continua a rilanciare la ricetta dell’hub di Malpensa che ha portato la Compagnia di bandiera nella attuale drammatica situazione.

Leggiamo sconcertati le dichiarazioni di Luca Ferrazzi (capogruppo di A.N. in Regione Lombardia) e di Dario Balotta (FIT-CISL) secondo i quali, senza dubbio alcuno, l’hub nazionale dovrebbe essere Malpensa e non Fiumicino e quindi, con questa semplice scelta, Alitalia salirebbe dalla polvere alle stelle.

Le argomentazioni che noi, da anni,  esponiamo sul sistema aeroportuale italiano sono ormai universalmente note e sono già state esposte varie volte su televisioni nazionali da piloti ed altri addetti ed esperti dell’aviazione civile.

In sintesi, il progetto ed il lay-out di Malpensa (due piste troppo vicine, mancanza di strutture, le colline intorno) ne fanno un aeroporto point-to-point ma anche uno scalo pericoloso (rischio collisioni) soprattutto con elevati livelli di traffico. Fiumicino è invece un vero hub (tre piste, strutture adeguate, vicinanza del mare) e, il fatto che sia vicino alla capitale, come gli altri hubs europei, ci pare un pregio piuttosto che un difetto.

L’hub si fa dove conviene: Fiumicino è già disponibile, spendere milioni di euro per farne un altro a Malpensa è scandalosamente contrario all’interesse nazionale.

L’hub di Parigi o quello di Madrid non sono certo nella rispettiva “regione motore dell’economia nazionale”, ma nessuno si sogna di spostarli.

Quel che conta, in un hub, sono i voli feeder, i collegamenti a raggiera che, guarda caso, si potrebbero fare (si fanno) anche con Milano portando così a Roma, con tariffe convenienti e con un servizio riqualificato, quel fantomatico “traffico pregiato” che origina al nord, “sottraendolo agli aeroporti di Londra, Parigi, Francoforte, ecc.”

Le frasi virgolettate sono quelle ormai abusate dal partito di Malpensa-hub ma, come si vede, la nostra chiave di lettura è un po’ diversa.

Altro lamento di questo “partito” è per il gigantesco hangar, costruito a Malpensa per Alitalia, che rimane vuoto. E’ utile ricordare che questo hangar è difforme rispetto al progetto Malpensa 2000 (sulle carte questa costruzione non c’è), eppure è stato costruito ed è oggetto di ricorsi al TAR da parte di vari sindaci e sì è aggiunto alla lista delle “illegalità di Malpensa” (questo virgolettato è degli 87 sindaci firmatari di TICINIA).

Rileviamo, fatto nuovo e positivo seppur tardivo, l’opinione espressa dal DS Marantelli, (segretario della Commissione regionale territorio e trasporti) secondo cui, “bisogna prendere atto che sono cambiati gli scenari, ripensare al modello dell’hub e puntare sul point-to-point”. Benvenuto, consigliere Marantelli!

In conclusione, quali sono gli interessi che alimentano le voci del partito-Malpensa-hub, per nulla frenate dalla tragedia Alitalia? Anzi, tragedia Alitalica perché colpisce, oltre alla Compagnia di bandiera ed ai suoi lavoratori, l’interesse e l’onore nazionale del nostro Paese.

 

  Gallarate, 11 Settembre 2004

 

C.OVES.T.                 LEGAMBIENTE                    UNI.CO.MAL. Lombardia