osservazioni allo S.I.A.
Osservazioni allo Studio di Impatto Ambientale
"Aeroporto di Malpensa - Completamento del trasferimento del traffico aereo da Linate in attuazione del D.M. 46 -T del 05.07.96 e D.M. 101 - T del 09.10.98"
" Integrazioni a risposta di quanto richiesto dal Ministero dell'Ambiente con nota del 05.08.99 n.8527"
Al Ministero dell'Ambiente Servizio
Valutazione ed Impatto Ambientale
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 - ROMA
Al Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Ufficio Centrale Beni Paesaggi
Piazza Del Popolo, 18
00186 - ROMA
Alla Regione Piemonte
Assessorato Ambiente - Ufficio V.I.A.
Settore Pianificazione - Risorse Energetiche
Via Principe Amedeo, 17
10123 - TORINO
Alla Regione Lombardia
Ufficio V.I.A. Servizio Sviluppo Sostenibile
Direzione Urbanistica
Via Fabio Filzi, 22
10124 - MILANO
_______________________
Varallo Pombia, 13.10.1999
Oggetto: Osservazioni del C.OVES.T. (Comitato Ovest Ticino), " Aeroporto di Malpensa - Completamento del trasferimento del traffico aereo da Linate in attuazione del D.M. 46 -T del 05.07.96 e D.M. 101 - T del 09.10.98".
" Integrazioni a risposta di quanto richiesto dal Ministero dell'Ambiente con nota del 05.08099 n. 8527".
PREMESSA
Riteniamo doveroso far rilevare che ad oggi 13.10.1999, la pubblicazione relativa alle suddette integrazioni, non è ufficialmente arrivata a conoscenza dell'Amministrazione Provinciale, che con noi denuncia la grave mancanza.
Questo lo riteniamo significativo del modo di operare dei committenti.
OSSERVAZIONI
Nel merito delle integrazioni, al nota del 05.08.99 n. 8527 del Ministero dell'Ambiente, riteneva carente il S.I.A. della SEA, sotto i profili programmatici, territoriali, d'impatto acustico ed atmosferico.
Da una copia reperita si è potuto comunque rilevare che le integrazioni sono assolutamente carenti ed inconsistenti sotto i profili sopra menzionati.
In particolare ancora una volta dell'area piemontese non vi è considerazione.
Con certezza invece si evince il superamento della soglia dei 12.000.000 (dodicimilioni) di passeggeri su base annua, limite massimo dell'operatività di Malpensa (pag. 7).
Con certezza si evince che le rotte operanti sullo scalo furono variate il 10.09.98 in accoglimento delle richieste formulate dal C.U.V. (Consorzio Urbanistico Volontario) dei Comuni limitrofi a Malpensa.
La variazione è stata introdotta dall'E.N.A.V., previa approvazione del Ministero dei Trasporti (pag. 48).
Con certezza si evince che parte delle richieste integrative volute con la nota del Ministero "non sono qui trattate", ma lasciate da SEA ad una fase futura (pag. 4).
La gravità di queste affermazioni, contenute nello studio, non lasciano dubbi sul dover seriamente rivedere la situazione generale di Malpensa, sempre comunque affermando che in base all'art.6 comma 4, del D.P.C.M. 10.08.1988 N. 377, si chiede che sul S.I.A. in questione venga espresso
il GIUDIZIO DI COMPATIBILITA' AMBIENTALE NEGATIVO.
p. C.OVES.T.
Al Ministero dell’Ambiente
Servizio valutazione ed impatto ambientale
Via Della Ferratella in Laterano, 33
00186 ROMA
Al Ministero per i Beni e le attività culturali
Ufficio Centrale Beni paesaggistici
Piazza del Popolo, 18
00186 ROMA
Alla Regione Lombardia
Ufficio VIA
Servizio sviluppo sostenibile
Direzione urbanistica
Via Fabio Filzi, 22
20124 MILANO
Alla Regione Piemonte
Assessorato Ambiente
Settore Pianificazione risorse energetiche
Via Principe Amedeo, 17
10123 TORINO
OGGETTO: Osservazioni allo studio di Impatto Ambientale:
“ Aeroporto di Malpensa - Completamento del Trasferimento del traffico aereo
da Linate in attuazione del D.M. 46-T del 05.07.96 e D.M. 101-T del 09.10.98”.
Turbigo lì,
26.07.1999 -
Comitato
Turbighese contro l’inquinamento acustico
ed atmosferico di Malpensa 2000 Via Volontari del Sangue, 21 - 20029
Turbigo - Tel./ Fax 0331-898077
INDICE
1) Premessa
2) Osservazioni
2.1) Osservazioni
presentate da Comitato Malpensa 2000 di Arsago Seprio;
2.2) Osservazioni
presentate da Uni.Co.Mal. di Gallarate;
2.3) Osservazioni
presentate da Legambiente Lombardia e Piermonte;
2.4) Osservazioni
presentate da Comitato Turbighese contro l’inquinamento
acustico ed atmosferico di Malpensa 2000;
2.5) Osservazioni
presentate dal Comitato Ferno 2000;
2.6) Osservazioni
presentate dal Comitato Sopravvivere a Somma
3) Conclusioni
finali
PREMESSA
Il
presente documento raccoglie le osservazioni presentate da Comitati locali,
Associazioni ambientaliste, Gruppi spontanei, singoli cittadini.
Ciascuno
ha autonomamente redatto proprie osservazioni.
I
tempi tecnici imposti, e la complessità della tematica da affrontare, non hanno
consentito la redazione di un unico documento ragionato e coordinato.
Tuttavia
per sottolineare l’unitarietà degli intenti e la comunanza degli obiettivi i
firmatari del presente documento, sottoscrivono alla fine globalmente le singole
osservazioni che per questo sono raggruppate nel presente unico documento.
I
sottoscritti, anche in nome e per conto delle Associazioni, dei Comitati, dei
Gruppi rappresentati e cioè:
1. Rocca
Ermanno. nato a Stresa ..il. 30.08.32 residente a Arsago Seprio.in
Via L. Da Vinci per il Comitato di Arsago
Seprio;
2. Nerini
Emiro, nato a Ferno il 13.1.46, residente a Ferno in via
Buonarroti, 11 - Tel. 0331-240826 - per UNICOMAL;
3. Magni
Emilio, nato a Cazzago Brabbia (VA) il 17.3.47, residente a
Gallarate in via Oberdan, 11 - Tel. 0331-772142 - per Legambiente Lombardia e Piemonte;
4. Bonavera
Luigi, nato a Turbigo il 06.03.52, residente a Turbigo in via Volontari del
Sangue, 21 - Tel. 0331-898077 - per Comitato
Turbighese;
5. Bonaita
Giovanni, nato a Ferno il 14.2.51, residente a Ferno in via Piave,
157 - Tel. 0331-240526 - per Comitato
Ferno 2000;
6. Colombo
Silverio, nato a Somma Lombardo il 9.9.49, residente a Somma
Lombardo in via Nazzario Sauro, 15 - Tel. 0331-253277 - per Comitato
Vivere a Coarezza;
7. Bonandin
Paolo, nato a Contarina (RO) il 25.9.57, residente a Somma
Lombardo in via Moncarletto, 18 - Tel. 0331-251680 - per Comitato Sopravvivere a Somma;
8. D’Ambrosio
Margherita, nata a Grumo
Nevano (NA) il 2.11.54, residente a Robecchetto con Induno in via Brescia, sn -
per Comitato Cavanò di Robecchetto;
9. Fantoni
Antonio, nato a Somma Lombardo il 11.9.30, residente a Somma
Lombardo in via S. Rocco, 10 - Tel. 0331-252245 - per Comitato Vivere a Coarezza;
10.Zocco Ramazzo Cesare, nato a Somma Lombardo il 7.4.34, residente a Somma Lombardo in Corso
Europa, 14 - Tel. 0331-254457 - per Comitato
Sommese Malpensa 2000;
11.
Lolla Mario, nato a Gallarate il
11.3.60, residente a Sesto Calende in via Valdona, 4 - Tel. 0331-921380 - per Comitato
di Sesto Calende;
12. Ravelli Adelio,
nato a Magenta il 15.06.55, residente a Castano Primo in Via B. Croce, 4
Tel. 0331-877903 per il Gruppo
D’Impegno Ambientale Ticinese Castano Primo;
13.
Magni Oreste, nato a Cuggiono il
26.09.49, residente a Cuggiono in Via S.Rocco, 9 Tel. 02-974075 per il Comitato
di Difesa Ambientale Cuggiono-Castelletto;
PRESO ATTO che in
data 02.07.99 la società SEA, con sede legale in Segrate, Aeroporto Milano
Linate, ai sensi dell’art. 5 del D.P.C.M. 10.08.88 n. 377 ha presentato
domanda di pronuncia di compatibilità ambientale al Ministero dell’Ambiente
ed al Ministero dei beni Culturali ed ambientali per l’attuazione degli
interventi previsti dal progetto “Aeroporto
di Malpensa - Completamento del Trasferimento del traffico aereo da Linate in
attuazione del D.M. 46-T del 05.07.96 e D.M. 101-T del 09.10.98”
- CONSIDERATO che
aio sensi dell’art. 6 comma 9 della legge 349 del 08.07.96, qualsiasi
cittadino, può presentare le proprie osservazioni istanze o pareri in forma
scritta entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’annuncio,
INTENDENDO ESERCITARE IL DIRITTO DI CUI SOPRA
sottopongono a nome proprio e per conto dei cittadini
rappresentati le osservazioni che seguono
2.1) Osservazioni presentate da Comitato Malpensa 2000 di Arsago Seprio
Il
comitato Malpensa 2000 di Arsago Seprio dichiara molto incompleto il SIA 99 in
quanto carente di dati relativi alla situazione attuale in loco.
Fa
presente in particolare:
1.
assenza totale di
monitoraggio e analisi concernente l’inquinamento atmosferico;
insufficiente
valutazione dei danni provocati dal rumore.
E’
sconcertante nel S.I.A. che non siano espressi sufficienti dati scientifici
neppure per questa fascia urbana di circa 12.000 persone (comprendente oltre ad
Arsago, Casorate e Somma Est) a pochi Km dalla pista di decollo, danneggiate
pesantemente già dal 1982.
Si
chiede a codesto Ministero di non scartare la presente osservazione stando alla
motivazione portata dalla SEA che questo spazio aereo sarebbe solcato solo in
caso di emergenza. Infatti l’esigenza di produttività dell’aeroporto fa sì
che il suo sfruttamento sia quotidiano e costante.
Si
chiede quindi di bloccare ogni ulteriore aumento di movimenti.
TRE OSSERVAZIONI DA PARTE DEL
Referenti:
Filippini
Raffaella
Ferrario Massimo
Angelo
via Buonarroti, 3
- 21013 Gallarate (VA)
Tel.: 0331/770783
1- ACQUA AD
APPROVVIGIONAMENTO
Va
chiarito che nella nostra zona le falde freatiche sono collegate e che nel corso
degli ultimi venti anni si è già verificato un forte abbassamento del livello
dell’acqua.
SIA
99 dichiara che Malpensa preleva l’acqua da propri pozzi siti nel sedime
aeroportuale ma omette di quantificare il futuro fabbisogno, a quale profondità
attinge e qual’è l’impatto per l’approvvigionamento di acqua nei comuni
circostanti, relativamente a quantità e qualità.
Questo
problema è da prendere in considerazione soprattutto per il crescente aumento
dei passeggeri in transito.
2 - FLORA E
FAUNA - IL TESORO NEGATO
SIA
99 non parla del patrimonio naturalistico.
Nomina
solo due piante di scarso pregio ed omette di citare le più pregiate:
il
castagno, la quercia farnia, il pino silvestre, il ciliegio selvatico,
l’acero, una vasta gamma di arbusti di sottobosco alcuni dei quali ormai rari,
erbe, fiori e frutti selvatici autoctoni, muschi e licheni.
Questo
patrimonio fortunatamente è ancora presente e va salvato dall’invasione delle
più forti infestanti (vedi la diffusione dell’ambrosia, portata appunto da
Malpensa).
All’osservazione
diretta, si evidenzia però uno stato di sofferenza della vegetazione.
SIA
99 manca in ogni genere di considerazione circa le ricadute al terreno degli
inquinanti atmosferici e sulle evidenti conseguenze alla catena biologica.
Anche
la fauna è significativa e va protetta dai danni causati dal rumore. In
particolare va evidenziato che le paludi di Arsago contengono un anfibio
rarissimo in Europa, il “PELOBHATES PHOSCUS”, il quale è dichiarato specie
protetta a livello nazionale.
Si fa inoltre presente che la fascia boschiva di Arsago è già attraversata da sud-est a nord ovest dall’autostrada MILANO-LAGHI. Una più seria valutazione di impatto ambientale dovrebbe saper sommare gli effetti cumulativi fra più impatti.
3 - CONURBAZIONE
- LA PARADOSSALE PROTEZIONE
A
pagina 19 del SIA 99 si legge il seguente paradosso:
“Le
zone di interesse paesistico
del Parco non sono a diretto contatto
con l’aeroporto, ne costituiscono il paesaggio lontano, filtrato dalla
conurbazione degli abitati di Somma Lombardo, Arsago Seprio e Casorate
Sempione.”
Ciò
significa, che la popolazione non è riconosciuta come entità umana, ma
considerata una mera barriera di protezione fisica in funzione della
salvaguardia dei boschi, per SEA compensazione - mitigazione.
Al
contempo, ritiene che alcune centinaia di metri di zona urbana siano sufficienti
per proteggere la fascia boschiva, sita a pochissimi chilometri dalle piste di
decollo.
CONSEGNATO
A TURBIGO IL GIORNO 26/7/99 DA FILIPPINI RAFFAELLA.
Tel.
0331/768222 (lavoro)
2.2) Osservazioni presentate da Uni.Co.Mal. di Gallarate;
OSSERVAZIONE allo
STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE relativo al “COMPLETAMENTO
del TRASFERIMENTO
del TRAFFICO AEREO da LINATE in ATTUAZIONE DEL D.M. 46-T
del 05.07.96 e
D.M. 101-T del 09.10.98” depositato dalla S.E.A. S.p.a. in
data 02-07-1999.
OSSERVAZIONE
n. 01
Al
punto 1.2 “OBIETTIVI E LIMITI DELLO STUDIO”, del RAPPORTO FINALE, a pag.
2,
si dice:
“Obiettivo
della presente fase di studio è dunque produrre, solo
relativamente
agli effetti determinanti all’applicazione dei Decreti
Burlando,
una quantificazione e caratterizzazione degli impatti ambientali e
della
loro distribuzione territoriale e sociale e alla quantificazione delle
necessarie
azioni di mitigazione.
La
trasparenza del processo di definizione delle quantità e degli impatti, l
’obiettività
dell’informazione, la partecipazione della popolazione
interessata,
la terzietà implicita nella procedura di Valutazione di Impatto
Ambientale
saranno gli strumenti utilizzati dalla presente procedura quale
modalità
per l’attenuazione dei conflitti in atto.
La
lettera, in data 4 giugno 1999, del Direttore Generale del Servizio
Valutazione
di Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente definiva il
percorso
per fasi della redazione del nuovo Studio di Impatto Ambientale
dell’aeroporto
intercontinentale di Malpensa, di cui al precedente paragrafo
1.1,
e individuava la necessità, per questa prima fase, di concentrare l’
impegno
conoscitivo e valutativo sui seguenti aspetti:
?
Inquinamento acustico;
?
Inquinamento atmosferico;
?
Infrastruttura di collegamento;
?
Analisi del rischio di incidenti;
?
Azioni di mitigazione e compensazioni ambientali.
Nel
seguito di questo paragrafo è presentata la struttura dello studio e
vengono
evidenziati i limiti che caratterizzano questo documento di prima
fase,
in cui l’approccio sarà limitato all’analisi della situazione attuale,
identificata
convenzionalmente con la situazione in atto nell’aeroporto di
Malpensa
al 15 maggio 1999, e alla stima della modificazione che sarà
determinata
dalla attuazione completa dei Decreti Burlando (n.46T e 101T)
operativi
dalla data del 31 ottobre 1999.”:
Si
osserva che:
la
Direttiva 85/337/CEE - nonché la L. 349/86 ed i DPCM applicativi del
10.8.1988
e 27.12.1988 - stabilisce che attraverso la VIA devono essere
indicati,
descritti e valutati gli effetti diretti ed indiretti, secondari,
cumulativi,
a breve, medio e lungo termine, permanenti e temporanei,
positivi
e negativi del progetto sull’ambiente. E’ responsabilità del
proponente
fornire in forma appropriata le informazioni richieste.
L’art.
3 della citata normativa comunitaria stabilisce, infatti, che:
“La
valutazione di impatto ambientale individua, descrive e valuta, in modo
appropriato,
per ciascun caso particolare e conformemente agli articoli da 4
a
11, gli effetti diretti e indiretti di un progetto sui seguenti fattori:
-
l’uomo, la fauna e la flora;
-
il suolo, l’acqua, l’aria, il clima e il paesaggio;
-
l’interazione tra i fattori di cui al primo e secondo trattino;
-
i beni materiali ed il patrimonio culturale.
E’
del tutto evidente che gli obiettivi dello Studio, ed i relativi
contenuti,
dichiarati dal proponente, sono parziali, incompleti, non
esaustivi
e, soprattutto, illegittimi rispetto alla normativa vigente.
L’illegittimità
deriva dal fatto che la VIA deve essere preventiva rispetto
all’opera
da realizzare.
Con
questo Studio si vuole non solo autorizzare il completamento del
trasferimento
del traffico aereo da Linate a Malpensa (2° fase dei decreti
Burlando),
portando la capacità dell’aeroporto a 944 movimenti al giorno, ma
anche
giustificare, implicitamente ed indirettamente, il passaggio da 276
movimenti
aerei al giorno – situazione al 25.10.98 antecedente il 1° decreto
Burlando
- a 804 movimenti aerei al giorno
– situazione attuale – .
Poiché
i volumi di traffico aereo dichiarati come situazione attuale – 804
movimenti
al giorno – non risultano sottoposti alla dovuta e necessaria
procedura
di VIA, e quindi illegittimamente autorizzati, con la presente
osservazione
si segnala al Ministero dell’Ambiente e alla Regione Lombardia,
per
conoscenza e per gli adempimenti di competenza, quanto dettato dall’art.
18
della Legge 8.7.1986, n. 349, in particolare i commi 1 e 2 che
testualmente
recitano: “1. Qualunque fatto doloso o colposo in violazione di
disposizioni
di legge o di provvedimenti adottati in base a legge che
comprometta
l’ambiente, ad esso arrecando danno, alterandolo, deteriorandolo
o
distruggendolo in tutto o in parte, obbliga l’autore del fatto al
risarcimento
nei confronti dello Stato. 2. Per
la materia di cui al
precedente
comma 1 la giurisdizione appartiene al giudice ordinario, ferma
quella
della Corte dei conti, di cui all’articolo 22 del DPR 10.1.1957, n.
3.”
Si chiede, pertanto, ai sensi dell’art. 6, comma 4, del D.P.C.M.
10.08.1988,
n. 377, che sullo studio in questione venga espresso il giudizio
di
compatibilità ambientale negativo, ferme restando le competenze e
incombenze
di cui al citato art. 18 della L. 349/86.
Gallarate
26 luglio 1999
Firme
UNI.CO.MAL
– Gallarate, via Checchi, 21 - Il Presidente: Nerini Emiro
OSSERVAZIONE
n. 02
Al
punto 1.2 “OBIETTIVI E LIMITI DELLO STUDIO”, del RAPPORTO FINALE, a pag. 2,
si dice:
“Quadro di Riferimento
Programmatico, nel quale è descritto il contesto territoriale interessato
dall’aeroporto di Malpensa. Data
l’urgenza della presente fase di studio è stato approfondito il contenuto
del Piano Territoriale d’Area di Malpensa, redatto dalla
Provincia di Varese, che è prevalentemente riferito al territorio lombardo,
mentre quello piemontese rimane sullo
sfondo: è evidente che nella seconda
fase di questo SIA la situazione pianificatoria e programmatica sarà
aggiornata ed estesa a tutto il
territorio effettivamente interessato, a qualsiasi titolo, dall’attività
aeroportuale.”.
Si
osserva che:
1.
data l’urgenza,
viene prodotto un SIA dichiaratemente incompleto e non esaustivo, in contrasto
con la normativa Comunitaria e Statale vigente.
2.
Lo Studio ha
approfondito il contenuto di un PTA Malpensa non valido. Il PTA esaminato,
infatti, è quello redatto ed approvato dalla Provincia di Varese con delibera
n. 75 del 24.07.1997, secondo la delega ricevuta a tal fine dal Consiglio
Regionale nel 1986 (DCR IV/274 del 03.06.86); la stessa Provincia di Varese, con
atto n. 59 del 29.09.1998, ha deliberato l’esame delle osservazioni al Piano
d’Area di Malpensa e le relative controdeduzioni approvando la definitiva
proposta di Piano d’Area; la Giunta Regionale, con atto n. 38777 del
09.10.1998, ha approvato i primi due dei tre volumi della proposta di PTA
Malpensa della Provincia di Varese ed ha integrato la parte testuale del volume
tre; la Regione Lombardia, con Legge Regionale n. 10 del 12.04.1998, ha
approvato definitivamente il PTA di Malpensa. La conferma di ciò si rileva, ad
esempio, al punto 1.3 del Rapporto Finale dello Studio: “Ambito dello Studio”, ove si dice che l’area di riferimento
considerata comprende 11 Comuni (i 9 Comuni del CUV più i Comuni di Gallarate e
Busto Arsizio), e al punto 2.2.3.2
“Assetto di rete stradale previsto” ove si indica, tra la viabilità
provinciale, itinerari non più previsti del PTA definitivo e neppure previsti
nella delibera della Provincia del 1998.
3.
Non viene fatto
l’approfondimento sul territorio della Provincia di Novara, che subisce un
notevole impatto.
4.
Si
prevede una seconda fase estesa a tutto il territorio effettivamente
interessato, a qualsiasi titolo, dall’attività aeroportuale, ammettendo
esplicitamente che il presente SIA è del tutto parziale, incompleto e non
esaustivo.
Per
quanto precede, si ritiene che lo Studio presentato non possa essere preso in
considerazione e, quindi, ai sensi del 4° comma dell’art. 6 del D.P.C.M.
10.08.1988, n. 377, si chiede che venga espresso il giudizio di compatibilità ambientale negativo, in quanto in
contrasto con la normativa Comunitaria e Statale vigente.
Gallarate 26 luglio 1999
OSSERVAZIONE n. 03
Al
punto 1.2 “OBIETTIVI E LIMITI DELLO STUDIO”, del RAPPORTO FINALE, a pag. 3,
si dice:
“Interferenze dell’opera
con l’ambiente: in cui, per ognuno dei due scenari considerati, sono descritte
le emissioni in atmosfera, il ciclo delle acque, il rumore (considerando i dati di monitoraggio disponibili), i rischi
conseguenti al movimento aeroportuale e i rifiuti prodotti;”
Si
osserva che:
il
proponente, per quanto concerne il rumore, di concerto con gli Enti statali
competenti (Civilavia, Enav, Enac) e gli altri soggetti interessati (Enti
Locali), deve preventivamente monitorare e sperimentare tutte le possibili
alternative ed i possibili scenari, al fine di minimizzare le ricadute negative:
non è accettabile che vengano presi in considerazione i soli dati di
monitoraggio disponibili.
La
normativa esistente in materia di VIA stabilisce che è responsabilità del
proponente fornire, in forma appropriata, tutte le informazioni necessarie per
identificare, descrivere e valutare gli effetti diretti ed indiretti, secondari,
cumulativi, a breve, medio e lungo termine, permanenti e temporanei, positivi e
negativi del progetto sull’ambiente.
Ai
sensi e per gli effetti di cui la D.P.C.M. 10.08.1988, n, 377, art. 6, comma 1,
“L’istruttoria sui progetti di cui
all’art. 1 ha le seguenti finalità:” lettera a) “accertare la completezza della documentazione presentata“, si
ritiene non completa la documentazione presentata.
Conseguentemente,
ai sensi del 4° comma, del citato art. 6 del D.P.C.M. 377/88, si chiede che
venga espresso parere interlocutorio
negativo per carenza della documentazione presentata, richiedendo le
integrazioni necessarie, come sopra precisato..
Gallarate 26 luglio 1999
Firme
UNI.CO.MAL – Gallarate, via Checchi, 21 - Il
Presidente: Nerini Emiro
OSSERVAZIONE
n. 04
Al
punto 1.3 “AMBITO DELLO STUDIO”, del RAPPORTO FINALE, a pag. 4, si dice:
“L’ambito territoriale
considerato dallo studio, per ciascuno degli aspetti ambientali sopra elencati
è:
·
per gli aspetti programmatici l’area di riferimento
assunta dal PTA Malpensa, che comprende 11 comuni (Cardano al Campo, Casorate
Sempione, Ferno, Lonate Pozzolo, Samarate, Somma Lombardo, Vizzola Ticino,
Golasecca, Arsago Seprio, Busto Arsizio e Gallarate) della provincia di Varese.
Allo scopo di inquadrare il territorio interessato dal progetto di trasferimento
del traffico aereo da Linate a Malpensa è stata riportata l’analisi
sviluppata dal PTA Malpensa e gli scenari di sviluppo da esso previsti, oltre al
progetto territoriale delineato dal Piano;
·
emissioni in aria: sono state stimate le concentrazioni
attuali e future attese in un area di 10 per 15 km con al centro il sedime
aeroportuale di Malpensa;”
Si
osserva che:
1.
la Legge
Regionale 12.04.1999, n. 10, “Piano territoriale d’area Malpensa. Norme
speciali per l’aerostazione intercontinentale Malpensa 2000”,
nell’individuare il territorio dei comuni che costituiscono in via esclusiva
ambito territoriale prioritario ed integrato per lo sviluppo della regione
aggiunge, ai sopra citati 11 comuni della Provincia di Varese, anche quelli di
Castano Primo (MI), Nosate (MI), Turbigo (MI), Robecchetto con Induno (MI),
Sesto Calende (VA) e Vergiate (VA).
2.
Il
“Rapporto Finale” della Battelle – Centri di Ricerche di Ginevra –,
allegato al SIA presentato dalla società proponente, riguardante lo “Studio
di valutazione dell’impatto atmosferico associato al traffico aereo ed alle
attività dell’aeroporto Malpensa di Milano”, alla pag. 3 elenca i comuni
compresi nell’area di indagine, potenzialmente più esposti agli impatti:
Arsago Seprio, Cardano al Campo, Casorate Sempione, Ferno, Golasecca, Lonate
Pozzolo, Samarate, Somma Lombardo, Vergiate, Vizzola Ticino, Castano Primo,
Nosate, Turbigo, Vanzaghello.
E’
del tutto evidente che l’ambito dello studio considerato dal proponente non
coincide né con l’ambito territoriale prioritario ed integrato costituito in
via esclusiva dalla Regione Lombardia né con l’area di indagine del
territorio più esposto all’inquinamento atmosferico individuato dalla
Battelle di Ginevra, su incarico specifico della stessa società proponente - la
S.E.A. Spa.
Non
ci sarebbe nulla da osservare, qualora l’ambito territoriale individuato dallo
Studio di Impatto Ambientale presentato dalla SEA (11 comuni) fosse più esteso
anche rispetto all’ambito individuato dalla citata Legge Regionale (17 comuni)
e all’ambito individuato dalla Battelle (14 comuni) che, si sottolinea, ha
lavorato per la stessa società proponente: sarebbero state analizzate le
ricadute su un ambito territoriale più vasto, fornendo informazioni e dati a
molti cittadini e comunità giustamente
preoccupate dall’impatto di Malpensa.
Il
proponente, invece, non esamina gli ambiti territoriali di alcuni comuni
(Castano Primo, Nosate, Turbigo, Robecchetto con Induno, Sesto Calende e
Vergiate) che la Regione Lombardia, con Legge, riconosce costituire in via esclusiva ambito territoriale prioritario ed integrato
per lo sviluppo della regione.
A
ciò si aggiunge che il proponente non tiene in considerazione neppure
l’ambito territoriale di alcuni Comuni individuati dagli stessi suoi tecnici -
la Battelle di Ginevra - come area di indagine potenzialmente più esposta agli impatti
- Vergiate, Castano Primo, Nosate, Turbigo e Vanzaghello - in aggiunta
all’ambito territoriale degli 11 Comuni considerati dalla S.E.A.
La
dizione “potenzialmente più esposti agli impatti”, formulata dalla Battelle
di Ginevra, sta a dimostrare che l’area esposta agli impatti è più ampia
rispetto a quella, evidentemente ed implicitamente,
più ristretta ed individuata dai 14 Comuni elencati.
E’
evidente, quindi, che l’ambito territoriale dello Studio presentato dalla SEA
- per ammissione degli stessi suoi tecnici (la Battelle di Ginevra) – è
insufficiente per valutare le reali ricadute sul territorio.
E’
maggiormente insufficiente e incompleto anche rispetto all’ambito individuato
dalla L.R. n. 10/1999.
Conseguentemente,
ai sensi del 4° comma, del citato art. 6 del D.P.C.M. 377/88, si chiede che
venga espresso parere interlocutorio
negativo per carenza della documentazione presentata, richiedendo le
integrazioni necessarie.
Gallarate 26 luglio 1999
OSSERVAZIONE
n. 05
Al punto 3.2.2.2 QUADRO DI RIFERIMENTO PROGETTUALE
– IL PIANO REGOLATORE GENERALE DI MALPENSA – Configurazione Attuale
dell’Aeroporto – Le Infrastrutture di Volo, del RAPPORTO FINALE, a pag. 52,
si dice:
“Capacità
del Sistema - …. Attualmente la capacità del sistema piste risulta essere:
·
per
pista 35R, 29 partenze/ora
·
per
pista 35L, 29 arrivi/ora
con
una capacità del sistema piste autorizzata pari a 58 movimenti/ora e in
previsione del trasferimento totale del traffico da Linate a Malpensa tali
movimenti si attestano a: 35 partemze/ora e 35 arrivi/ora per un totale pari a
70 movimenti/ora.”..
Si osserva che:
la specializzazione delle piste 35R e 35L, come
prescritto dalla Regione Lombardia e come risulta in essere, è esattamente
l’inverso di quanto indicato.
Ciò denota un atteggiamento superficiale ed una
scarsa attenzione per gli atti citati dallo stesso proponente e portati a
supporto dello Studio, tali da indurre a pensare a gravi carenze dello studio
medesimo.
Ai sensi dell’art. 6, comma 4°, del D.P.C.M.
377/88 si chiede, pertanto, che sullo SIA in questione venga espresso il giudizio
di compatibilità ambientale interlocutorio negativo.
Gallarate 26 luglio 1999
Firme
OSSERVAZIONE
n. 06
Al
punto 3 QUADRO DI RIFERIMENTO PROGETTUALE – 3.2 IL PIANO REGOLATORE GENERALE
DI MALPENSA – 3.2.2 Configurazione attuale dell’aeroporto – 3.2.2.1 Il
Traffico Aereo, del RAPPORTO FINALE, a pag. 45 e 46, si dice:
“Recependo l’ipotesi di
ripartizione del traffico tra i due scali del sistema milanese che prevede per
Malpensa il ruolo di unico aeroporto internazionale ed intercontinentale del
bacino, la progettazione della nuova aerostazione si è basata originariamente
su di un traffico annuo originante dall'area di influenza di 12 milioni di
passeggeri e su un traffico nell’ora di punta tipica intorno alle 5500 unità
in una ipotesi iniziale di ruolo di Malpensa point to point.
Tali valori di previsione
concordavano con le valutazioni proposte dal Piano Generale dei Trasporti e
dalle indagini SEA e MIT (Massachusetts Institute of Technology). Il valore del
traffico nell’ora di punta, in particolare, che risulta di fondamentale
importanza per un corretto dimensionamento del progetto venne confermato anche
da previsioni elaborate dalla IATA, l’associazione internazionale del
trasporto aereo che riunisce i principali vettori mondiali.
Nel 1997 il ruolo di Malpensa
in accordo con la UE è stato valorizzato al ruolo di Hub e quindi rispetto alle
previsioni iniziali dello sviluppo del traffico deve essere considerata la quota
di transiti che influisce solamente in termini di passeggeri ma non in termini
di movimenti aerei generando ricadute solo sull’utilizzo della aerostazione e
sui sottosistemi esterni all’aerostazione.
La flessibilità con la quale
è stata progettata l’aerostazione ha consentito di affrontare senza
particolari preoccupazioni anche i nuovi flussi di traffico generati da una
crescita del trasporto aereo più dinamica rispetto alle aspettative originarie
ed ad un ruolo di aeroporto Hub, del Sud Europa cui è stata destinata Malpensa.”.
Si
osserva che:
correttamente
viene detto che la progettazione della nuova aerostazione si è basata
originariamente su un traffico annuo di 12 milioni di passeggeri/anno, con
movimenti aerei pari a 100.000 l’anno e volumi di merci pari a 200.000
tonnellate/anno. Queste sono, infatti, le previsioni, per l’anno 2005, del
Piano Regolatore Generale Aeroportuale di Malpensa 2000 approvato con D.M.
903/87, che definiva l’aeroporto di tipo “point to point”.
Non
si è a conoscenza, alla data odierna, di provvedimenti amministrativi che
autorizzino varianti o modifiche al PRG aeroportuale tali da comportare la
trasformazione dell’aeroporto dal tipo “point to point” (con chiusura
notturna) al tipo “Hub” (con apertura all’esercizio anche nelle ore
notturne, con possibile regolamentazione). L’unica affermazione, in tale
senso, è il richiamo “nel 1997 il ruolo
di Malpensa in accordo con la UE è stato valorizzato al ruolo di Hub”.
In
carenza di tali varianti, modifiche, e, soprattutto, autorizzazioni
amministrative, si ritiene non sia ammissibile alla procedura di Valutazione di
Impatto Ambientale uno Studio che si prefigge lo scopo di aumentare la capacità
di un aeroporto non autorizzato (che, per altro, viene già utilizzato come Hub).
Si chiede, pertanto, che prima di iniziare la
procedura di Valutazione di Impatto Ambientale si accerti e verifichi
l’esistenza (o meno) di tutte le autorizzazioni amministrative necessarie.
In attesa di ciò si chiede, ai sensi dell’art. 6, comma 4, del D.P.C.M. 10.08.1988, n. 377, che sullo studio in questione venga espresso il giudizio interlocutorio di compatibilità ambientale negativo.
Gallarate 26 luglio 1999
OSSERVAZIONE n. 07
Al
punto 3 QUADRO DI RIFERIMENTO PROGETTUALE – 3.4 IL TRAFFICO AEREO - 3.4.1 Il
Traffico Attuale, a pag. 57 del RAPPORTO FINALE, si dice:
“Le giornate di traffico di riferimento rappresentano i seguenti
contesti produttivi:
·
Busy
day stagione estiva 1998 – traffico anteriore all’apertura del terminal di
Malpensa Ovest = 276 movimenti di aviazione commerciale. E’ stata individuata
a consuntivo la giornata corrispondente al 31 agosto 1998, rappresentativa dei
volumi di traffico trattati sull'aeroporto di Malpensa prima dell’apertura del
Terminal 1;
·
Busy
day stagione estiva 1999 – ovvero la situazione attuale al 15.5.99 = 804
movimenti di aviazione commerciale.
Alla
tabella 3.4.1c Passeggeri Malpensa Prima dell’Apertura del Terminal 1 viene
indicato un numero totale annuo di passeggeri di 5.544.000;
Alla
tabella 3.4.1d Passeggeri Malpensa Attuale con Effetto HUB viene indicato un
numero totale annuo di passeggeri di 16.544.000”.
Si
osserva che:
il
dichiarato passaggio dei movimenti di aviazione commerciale, dai 276 del busy
day stagione estiva 1998 (31.8.98) agli 804 del busy day stagione estiva 1999
(15.5.99), è avvenuto in assenza di qualsiasi Valutazione di Impatto
Ambientale.
In attesa di ciò, e poiché lo Studio in oggetto
prevede implicitamente una sanatoria ambientale per il passaggio da 276 a 804
movimenti aerei al giorno, ai sensi dell’art. 6, comma 4, del D.P.C.M.
10.08.1988, n. 377, si chiede che sullo studio in questione venga espresso il giudizio
di compatibilità ambientale negativo.
Gallarate 26 luglio 1999
Firme
OSSERVAZIONE n. 08
TRAFFICO VEICOLARE
DI ACCESSO ALL’AEROPORTO
Lo
studio complessivo sull'incremento
del traffico veicolare di accesso all'aeroporto considera, ai fini
dell'accessibilità, esclusivamente il traffico prodotto dai passeggeri in
partenza o in arrivo e non anche il traffico generato dai mezzi di trasporto
merci prodotto dallo scalo merci (attuale e futuro), dai mezzi di trasporto degli addetti (lavoratori Sea e dipendenti delle
società di servizio) e dai mezzi
logistici di trasporto merci relativi alle società di servizio.
Lo
studio, inoltre, non tiene minimamente conto né delle importanti variazioni
d'uso del territorio destinate al servizio e all'interazione con l'aeroporto,
come, ad esempio, l'attuale scalo HUPAC che la regione Lombardia prevedendone un
raddoppio delle dimensioni ha recentemente identificato quale "nodo di
interscambio ferro gomma", e che insiste sulla SS336 e, conseguentemente,
sull'A8 dei laghi, né del Polo fieristico di Busto Arsizio e del Polo di
eccellenza di Gallarate anch'essi allocati sulla SS336.
Entrando
nel dettaglio, si ritiene indispensabile, al fine di una corretta e realistica
analisi del traffico indotto e delle relative conseguenze, che vengano riviste
le stime, inserendo i seguenti approfondimenti:
a-
Trasporto
merci:
1-
quanti automezzi
sono previsti per la movimentazione merci da e per la Cargo City, tenendo conto
che attualmente si tratta per gran parte di mezzi di piccola capacità,
guidabili con patente B, e che i carichi aerei, essendo prevalentemente leggeri
ma voluminosi, necessitano di un numero maggiore di mezzi per la loro
ridistribuzione ai centri di smistamento degli spedizionieri.
I computi, inoltre, vanno effettuati negli orari
lavorativi dei trasportatori (arco di 12 ore) e applicati alle giornate
effettive di lavoro / anno ( 220);
2-
tipologia dei
mezzi e conseguente tipo di inquinamento prodotto (acustico e da gas di scarico)
lungo la SS336 nei comuni di Busto A, Gallarate, Cardano, Casorate, Somma, in
quanto è su questa strada che passano tutte le merci dirette verso la Lombardia
ed il Nord Italia in generale.
a-
Mezzi Dei dipendenti Sea e delle societa' di servizio:
il Rapporto di Sintesi riporta a pag. 26, cap. 4.1.1,
relativamente alla tipologia di mezzi di trasporto esaminati "…una
cospicua parte del traffico aereo è imputabile all'effetto HUB cioè dei
passeggeri in transito e che quindi non
gravano sul traffico locale …" ed inoltre il capitolo 5.3.1.2
del rapporto di sintesi afferma "…
il trasporto del personale, delle merci per l'approvvigionamento generale,
sebbene NON TRASCURABILI, esprimono
valori molto meno significativi…": si ritiene, invece, che
invece questa tipologia di traffico indotto vada dettagliatamente analizzata in
quanto pesantemente incidente con tutti gli effetti del traffico di accesso
(concentrazione in orari di punta, inquinamento acustico e ambientale sulla
viabilità prossima all'aeroporto, in particolare SS336 e A8, e congestione
delle viabilità secondarie di accesso e urbane di prossimità)
Lo
studio ( pag. 15 Rapporto Finale) stima gli attuali addetti "on site "
in 7-8000 che, dato l'attuale stato dei collegamenti, accedono all'aeroporto con
mezzi propri prevalentemente individuali (in orari precisi di cambio turno): ciò
comporta, fra andata e ritorno, 14/16 mila transiti giornalieri che vanno a
sommarsi ai 16 mila stimati attualmente per i passeggeri( pag.55 tabella 5.3.2.a Rapporto di sintesi).
A
questi vanno, inoltre, sommati i transiti dei mezzi degli addetti Off
Site e indotto che sono stimati in 15/ 22 mila e dei quali non è
specificata l'interazione con le vie di accesso.
b-
Scalo Hupac e nuovi insediamenti sulla SS336:
lo
scalo Hupac attualmente serve il trasporto dei Tir che, in base alla normativa
Svizzera per la tutela dall'inquinamento da traffico, non potranno più
attraversare il territorio elvetico a partire dal 2000 per raggiungere il nord
Europa. I mezzi diretti in Svizzera giungono tramite l'A8 e la SS336 sino allo
scalo situato fra Gallarate e Busto: qui vengono caricati su treni navetta con
direzione Svizzera, Germania, Nord Europa, mentre i rimorchi giungono allo scalo
su treni navetta e vengono inviati alle destinazioni finali tramite la SS 336 e
la A8.
Ciò
induce un traffico non quantificato attualmente nello studio: quest’ultimo,
inoltre, non tiene minimamente conto del raddoppio della capacità dell'attuale
scalo previsto dalla regione Lombardia nel Piano Internodale di Intersacambio,
licenziato sul Burl a gennaio 99 proprio in previsione dell'aumento del traffico
merci di Malpensa .
Non
essendo realizzata né preventivata alcuna opera ferroviaria fra lo scalo e la
Cargo City, si desume che tutte le merci che arriveranno (o che partiranno) allo
scalo vi accederanno su “gomma” tramite la SS336 e la
A8, incidendo, quindi, sulla globalità del traffico stradale in maniera
significativa e non considerata dal SIA della SEA.
Sempre
sulla SS336, inoltre, incide già pesantemente oggi il traffico generato dagli
attuali centri commerciali di Viale Milano in Gallarate; in maniera ancor
maggiore inciderà a breve la realizzazione dell'urbanizzazione prevista (per
circa 1 milione di metri cubi) dal piano d'area Malpensa destinati ad uso "
Uffici e servizi" e sostenuta dall'Amministrazione di Gallarate quale
"sviluppo territoriale indotto da Malpensa".
Occorre
considerare, inoltre, all'interno delle previsioni di traffico del SIA, la
realizzazione del polo fieristico di Busto Arsizio localizzato alla congiunzione
della SS336 con la A8 approvato dalla regione Lombardia, sostenuto dal Comune di
Busto Arsizio e dalla Camera di Commercio di Varese.
La
lacuna più grave, dal punto di vista metodologico, della presentazione dei dati
di traffico previsto dal SIA consiste nel non aver elaborato tali dati a partire
dalle rilevazioni sulle arterie di accesso. Tale difetto, in grado da solo di
vanificare l’attendibilità del lavoro, si spiega tenendo ben presente che il
Rapporto Finale della Battelle, allegato al SIA (il quale trae spunto – o è
derivato – da un altro studio di impatto ambientale commissionato da Sea alla
Battelle nel 1997, distribuito alle Amministrazioni del CUV nonché propagandato
sul sito Internet), afferma che i dati sono “….forniti da SEA…” (pag. 27, cap. 5.1.1, secondo
capoverso).
In
quello studio, inoltre, emergevano delle approssimazioni che sicuramente non
sono trascurabili per una corretta valutazione del traffico nell'intorno
dell'aeroporto:
a- non essendo
disponibili dati rilevati sul
movimento mezzi, Battelle applica una metodologia quantomeno approssimativa per
stabilire il numero di mezzi circolanti nell’area di Malpensa (i 9 comuni del
CUV): partendo dal censimento nazionale del traffico eseguito nel 1995
(Compendio 1995 OCDE), suddivide la totalità dei kilometri di strade italiane
ed applica il risultato ai kilometri di strade attorno all'aeroporto per
stabilire il numero ed il tipo di veicoli circolanti.
Battelle precisa e sottolinea, comunque, che si
tratta di dati approssimativi che non tengono conto della maggiore densità di
popolazione della zona, ben superiore alla media italiana (pag 25 cap 7.3).
b-
Battelle avverte
che, con i dati ricavati con le metodologie utilizzate, “... risulta difficile un confronto con la normativa italiana …” in
quanto tale normativa esprime valori massimi di concentrazione – esposizione
per ora, mentre i dati riportati vengono rapportati a valori medi nelle 24 ore
(pag. 41 cap.6 2°).
CONCLUSIONE
Dallo
scenario presentato da SEA mancano i dati reali rilevati sulla situazione del
traffico dopo l'ottobre 98, dati che tengano, quindi, conto di ciò che è
realmente accaduto dopo l'avvio di Malpensa 2000; si presentano dati di base
forniti da SEA stessa che stanno a dimostrare che non esistono problemi né di
collegamento né di inquinamento acustico o ambientale; anzi, si dimostra (pag.
28 tabella 4 del rapporto Battelle allegato al SIA) che le emissioni inquinanti
dei veicoli che accedono a Malpensa nel 1999 sono inferiori alle emissioni dei
veicoli che accedevano nel 1996, mentre tutte le altre emissioni, ovviamente,
aumentano.
In
particolare, dalla tabella emerge che gli inquinanti dovuti ai parcheggi
(accesso, avvii e stazionamenti) nel 1999 raddoppiano o addirittura
quadruplicano, mentre gli stessi inquinanti
dovuti al traffico stradale diminuiscono mediamente del 25/30 %.
Considerando
che i mezzi al parcheggio ci arrivano in movimento e, quindi, producendo
scarichi inquinanti e che il modello di calcolo EDMS utilizzato è comunemente
accettato come uno dei più realistici dalla comunità scientifica, si deduce
che i dati di calcolo della quantità di mezzi di accesso all'aeroporto non
sia realistico, ma falsato dai dati di base forniti da SEA sul traffico
veicolare di accesso, sui quali sono stati basati i calcoli per produrre le
tabelle e le conseguenti conclusioni.
Conseguentemente,
ai sensi dell’art. 6, comma 4, del DPCM 377/88, si chiede che sul SIA venga
espresso un giudizio di compatibilità
ambientale interlocutorio negativo per carenza della documentazione
presentata.
Gallarate, 26
luglio 1999
Firme
OSSERVAZIONE
n. 09
Al
punto 2.2.3.2 QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO - IL PTA MALPENSA - Il
Quadro
Progettuale del PTA Malpensa - Potenziamento del Sistema della
Mobilità,
del RAPPORTO FINALE, a pag. 30, si dice:
“Tra
le strade di interesse provinciale si segnala:
-
il nuovo itinerario Lonate Pozzolo – Cardano al Campo, con il by-pass
di
Ferno
e Lonate;”
Si
osserva che:
tale
previsione non trova riscontro e non è assolutamente contemplata dal
PTA
Malpensa, approvato con L.R. 10/99 (pubblicata sul BURL, allegato al 1°
supplemento
ordinario al n. 15 del 16.4.1999).
Ciò
denota un atteggiamento superficiale ed una scarsa attenzione per gli
atti,
citati dallo stesso proponente e portati a supporto dello Studio, tali
da
indurre a pensare ad una grave carenza dello studio medesimo.
Ai
sensi dell’art. 6, conna 4°, del D.P.C.M. 377/88 si chiede, pertanto, che
sullo
SIA in questione venga espresso il giudizio di compatibilità
ambientale
interlocutorio negativo.
Gallarate
26 luglio 1999
Firme
OSSERVAZIONE
n. 10
Dalla
lettura del “Rapporto Finale” emerge quanto segue:
1.
il Trasferimento del traffico attuato il 25.10.1998, previsto nella prima
fase
dai Decreti Burlando, ha portato a Malpensa volumi di traffico
passeggeri/anno
pari a 16.544.000 e a 804 movimenti aerei giornalieri, ben
oltre
i limiti tutt’ora autorizzati per l’aeroporto di Malpensa.
2.
Lo Studio presentato, più che essere preventivo al “completamento del
trasferimento
del traffico aereo da Linate a Malpensa in attuazione del D.M.
46-T
del 1996 e n. 101-T del 1998 (2° fase dei decreti Burlando - la
rimanente
quota del 34% del traffico aereo), risulta essere a sanatoria del
traffico
già trasferito da Linate a Malpensa a decorrere dal 25-10-1998.
3.
A ciò si aggiunge che lo Studio prodotto avalla implicitamente anche il
SIA
che la SEA ha presentato nel 1987 e che la Regione Lombardia ha
approvato
con delibera di G.R. n. IV/35081 del 26.7.1988, nonostante non
rispondesse
ai requisiti minimi postulati dalla legge, non fosse supportato
da
elementi scientificamente solidi e non tenesse conto delle critiche e
delle
richieste di studi aggiuntivi formulate dall’apposito Nucleo di
Valutazione
Pilota Regionale.
4.
Il riferimento programmatico è indirizzato sul PTA Malpensa e rimanda ad
una
prossima fase di studio “l’estensione e l’aggiornamento programmatico e
pianificatorio
per tutto il territorio effettivamente interessato”.
Quanto
precede autorizza a concludere che la procedura di VIA in atto miri
ad
una sanatoria generale su tutto quanto avvenuto a Malpensa dal 1986 ad
oggi.
A
confermare tale ipotesi vi è la stessa lettera, in data 4.6.1999, del
Direttore
Generale del Servizio Valutazione di Impatto Ambientale del
Ministero
dell’Ambiente: essa definisce un percorso per fasi per la
redazione
del “nuovo” Studio; ipotizza percorsi non previsti dalla direttiva
Comunitaria
85/377/CEE e, soprattutto, contenuti minimali in contrasto con i
DPCM
applicativi di detta normativa comunitaria.
Se
la procedura avviata dal Ministero dell’Ambiente tende a sanare una serie
di
irregolarità ed illegittimità esistenti e riscontrate, lo scopo pare
essere
quello di giustificare e salvare gli investimenti sin qui fatti, non
solo
su Malpensa ma anche su Alitalia:
?
i 2.750 miliardi di contributo dello Stato ad Alitalia, sui quali è ancora
aperta
la verifica da parte della Commissione europea per il rispetto dei
vincoli
posti ad Alitalia;
?
i 500 miliardi di penale che Alitalia dovrà pagare nel caso in cui non
raggiunga,
entro la data prevista (novembre 1999), un accordo con la
compagnia
olandese KLM;
?
i 2.000 miliardi, con rilevante contributo dello Stato, per la
realizzazione
di Malpensa 2000;
?
i 6.000 miliardi stanziati dallo Stato per opere infrastrutturali esterne
al
sedime aeroportuale ma ritenuti indispensabili per Malpensa (strade,
autostrade,
ecc.).
Si
chiede, pertanto, che il Ministero dell’Ambiente, ottemperando ai compiti
ad
esso assegnati per legge, voglia sospendere la procedura in atto per
iniziarne
una nuova e completa in grado di rispondere sia ai requisiti della
normativa
comunitaria e statale vigente che alle seguenti domande:
1.
per quanto riguarda il quadro di riferimento programmatico, quale è il
sistema
aeroportuale dell’Italia settentrionale nel quale Malpensa si
inserisce?
2.
Per quanto riguarda il quadro di riferimento progettuale, quale è l’area
territoriale
a piccola, media e larga scala a cui deve riferirsi lo Studio
di
Malpensa, considerato che l’aeroporto si inserisce nel contesto del nord
Italia
e del sud Europa?
3.
Per quanto riguarda il quadro di riferimento ambientale, quale è l’area
di
riferimento per la quale definire i settori di impatto da monitorare, al
fine
di determinare le misure di mitigazione e compensazione?
4.
Lo Studio, nella fase di elaborazione e prima della presentazione
ufficiale,
è stato oggetto di partecipazione popolare?
5.
Gli scenari di sviluppo sono correttamente individuati? E in che misura
sono
vincolanti?
6.
Lo Studio esamina ed analizza tutti gli impatti cumulativi, compreso
quelli
derivanti dal PRG aeroportuale approvato con DM 903/87?
7.
Lo Studio indica, descrive e valuta gli effetti diretti ed indiretti,
secondari,
cumulativi, a breve, medio e lungo termine, permanenti e
temporanei,
positivi e negativi del progetto sull’ambiente e riguardanti
l’
uomo,
la fauna e la flora; il suolo, l’acqua, l’aria, il clima e il
paesaggio;
l’interazione tra i fattori precedenti; i beni materiali ed il
patrimonio
culturale?
Conseguentemente,
ai sensi dell’art. 6, comma 4, del D.P.C.M. 10.08.1988, n.
377,
si chiede che sul S.I.A. in questione venga espresso il giudizio di
compatibilità
ambientale negativo o, in sub ordine, il giudizio di
compatibilità
ambientale interlocutorio negativo.
Gallarate
26 luglio 1999
Firme
UNI.CO.MAL
– Gallarate, via Checchi, 21 - Il Presidente: Nerini Emiro
2.3) Osservazioni presentate da Legambiente Lombardia e Piermonte;
1°
Osservazione: numero dei passeggeri/anno e di voli giornalieri:- Incongruenze
dei valori a seconda dei vari scenari.
1.
Va evidenziata
innanzitutto l’ammissione (finalmente!) che nella situazione attuale si è già
arrivati al valore di 16.544.000
passeggeri/anno (rapporto finale cap. 3.4.1. Tabella 3.4.1.d).
Ciò significa aver superato il tetto di 12 milioni di
passeggeri/anno, in contrasto con l’unico provvedimento autorizzativo vigente:
Piano Regolatore Generale di malpensa, approvato con D.M. 903/87
2.
Non esiste (in
mancanza di una valida dimostrazione correlativa) una univoca corrispondenza,
fra i valori dei passeggeri, il numero dei voli, (riferiti ai vari scenari),
come si evince analizzando i dati che seguono:
Passeggeri
Incrementi:
(1° trasf. ): B – A =
11.000.000 pass/anno
(70%)
(2°
“ ):C – B = 4.753.000
pass/anno (30%)
(tot
“ ): C – A =
15.753.000 pass/anno
(100%)
Secondo i dati ufficiali risulta che sia stato
autorizzato; nella prima fase, (ott. '98) il trasferimento del 66% del traffico.
Quindi col 2° trasferimento si sposterebbe un residuo
traffico pari al 34%.
Da un semplice calcolo matematico, al 66%
corrispondente agli 11.000.000 di pass./anno spostati col 1° trasferimento,
corrisponderebbe un totale pari a 16.600.000 passeggeri da trasferire
complessivamente da Linate.
(Ne deriverebbe una 2° tranche di 5.667.000 di
passeggeri, pari al 34%, ancora da trasferire).
Se così fosse, a trasferimento completo, avremmo a
Malpensa il 30 ott. '99 un totale 22.144.000 passeggeri/anno e non 21.297.000;
Con un incremento effettivo di 16.600.000 passeggeri e non
di 15.753.000 come affermato (quasi 1 milione in più!).
Lo studio indica i seguenti valori:
L'incremento è quindi pari a 104 voli. Si noti dal
confronto che ai 104 voli aggiunti non corrispondono né voli Intercontinentali,
né Europei non UE, che resterebbero fissi e pari a rispettivamente a 148 e 77
voli/giorno).
I
valori di incremento (percentuale) dei voli risultano allora:
C1/A1
= + 342,00
%
C1/B1 = + 17,41 %
B/A (16.544.000 / 5.444.000) =
+298,00 %
C/A (21.297.000 / 5.444.000) =
+384,00 %
C/B (21.297.000 / 16.544.000) =
28,73 %
Mentre
esiste una buona corrispondenza fra gli incrementi di B/A e B1/A1, quelli cioè
relativi al 1° trasferimento dell'ott. '98 (sia riferiti ai passeggeri:
298%; che ai voli: + 291%), sono del tutto discordanti i valori dei
rapporti C/A e C/B, rispetto a C1/A1 e C1/B1,
quelli cioè riferiti al 2° spostamento dell'ott. '99 (+17,41% se
riferito ai voli, a fronte di + 28,73% se riferito ai passeggeri).
Ne
potrebbe (dovrebbe) discendere, che il numero dei voli all’ottobre ’99 potrà
superare verosimilmente il valore di 1000 voli/giorno (più esattamente 1035
voli/giorno se si dovesse applicare al numero di voli il medesimo incremento
riferito ai passeggeri)
Quindi
potremmo avere ad ottobre '99 un incremento di +230 voli/giorno anziché di 140.
In
realtà i fattori di correzione non vengono né evidenziati, (né documentati)
– (vedi tab. 4.1.1a).
In
ogni caso si può rilevare che nella tab. 3 (pag. 25) dello studio Battelle, si
fa riferimento ad una situazione “1999” di 640 movimenti/giorno (più
precisamente 321 decolli) e ad una capacità massima futura di 850
movimenti/giorno (425 decolli).
Non
è chiaro come questi dati si raccordino con gli 804 voli/giorno indicati nella
V.I.A. come situazione 1999 e ai 944 (voli/giorno) del 31 ottobre 1999.
(Nell'ottobre 99 avremo quindi già superato la massima capacità prevista?!) E
quando si completerà il 3° Satellite richiamato in tutti i disegni! quale sarà
lo scenario da valutare?
Pertanto
va sottolineata la carente, se non addirittura errata documentazione ed analisi
dei dati. Inoltre non sembra corretto equivocare sulla massima capacità
aeroportuale.
3°
Osservazione: necessità di definire quale limite di calcolo sia il numero di
voli sia di passeggeri sia dei quantitativi di merci
Innanzitutto
non è chiaro se nel numero dei voli definiti "commerciali" siano o
meno ricompresi i voli completamente adibiti a trasporto merci. (CARGO)
Se
si analizzano i dati forniti dallo studio di V.I.A. si ottengono i primi
seguenti valori, riferiti al numero di passeggeri per volo
-
Situazione
ant. apertura terminal 1:
(5.544.000 pass/anno : 365 gg/anno) : 207 voli g. =
73.4 passeggeri/volo
-
Situazione
attuale (15.5.'99):
(16.544.000
pass/anno : 365 gg/anno) : 804 voli/g = 56,4 passeggeri/volo
-
Situazione
post. 31.10.'99 :
(21.297.000
pass/anno : 365 gg/anno) : 944 voli/g = 61,8 passeggeri/volo
Poiché è auspicabile che l'attuale inefficienza del
sistema aeroportuale di Malpensa, è
anche evidente che, fissato un tetto al numero dei voli, il carico di passeggeri
(sia "originati", sia "in transito") non potrà che
aumentare (con evidente impatto (a parità di numero di voli) sull'accessibilità
all'aeroporto )
I dati di cui sopra potrebbero non tener conto del
trasporto delle merci, ma (e anche in questo consiste l'osservazione), lo studio
di V.I.A. è decisamente carente.
4°
Osservazione - Consumi idrici.
I consumi, anche quelli attuali non sono dedotti da
misure dirette perché (come si dice a pag. 70 dello studio) "Nella tabella
4.1.2a non sono riportati i prelievi da pozzi relativi al 1998 perché non è
disponibile un bilancio di dettaglio …(omissis)... non essendo le diverse
utenze dotate di contatori dedicati…"
Ne deriva che tutti i consumi idrici (anche attuali)
sono "stimati".
Addirittura sono dedotti da un non meglio
identificato "Studio di Impatto Ambientale, ciclo delle acque 1987 "
(nota a piè pagina 73)
Oltre alla poca serietà dello Studio va osservato
che (se l'affermazione fosse vera) verrebbe palesemente ammessa la violazione di
precise norme di legge previste:
-
dalla L.
319/1976 "Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento" art. 7, 4°
comma,
-
dalla
L.R. 30 maggio 1981 n° 25, "Tariffe per i servizi di raccolta,
allontanamento, depurazione e scarico delle acque di rifiuto"
-
dalla
L.R. 27 maggio 1985 n° 62, "Disciplina degli scarichi degli insediamenti
civili. Tutela delle acque sotterranee dall'inquinamento
-
D. L.vo
12 luglio '93 n° 275. "Denuncia dei pozzi esistenti".
Se, invece di
violazione di legge, si dovesse trattare solo di negligenza dello studio
5° Osservazione: di carattere generale
Lo studio obbliga
a tenere in considerazione il solo piano presentato da SEA, senza possibilità
di soluzioni alternative che prevedano altri scenari per lo sviluppo di un
sistema aeroportuale integrato.
L’ambiente, il
territorio e le sue popolazioni non sono considerate con l’importanza dovuta,
l’unico impatto di cui si forniscono in abbondanza dati attuali e previsioni
è quello occupazionale ed economico.
Quando si parla
di territorio, ad esempio nel Piano d’area, si fa della mistificazione
progettando una mitigazione dell’impatto paesaggistico con alberature ed
individuando un recupero ambientale di due cave (Maggia e Malpensa), nascondendo
completamente il progetto di realizzare in queste aree il Trade Center di
Vizzola ed il Business Park di Gallarate.
Il Piano d’area
di riferimento è redatto dalla provincia di Varese che, pur interessando la
limitrofa provincia di Novara, ne ignora completamente i paesi ed il contiguo
“Parco del Ticino”.
Riteniamo non
corretto il procedere per “piccoli passi”,
cioè tarare lo S.I.A. solo tenendo conto del “Decreto Burlando Bis”
e dello spostamento di un ulteriore 34% di traffico.
La V.I.A. deve
contemplare tutto il progetto per stabilire le dimensioni di massima capacità
di traffico passeggeri e merci. (Queste ultime completamente ignorate dallo
studio in esame) compatibili con il territorio.
Data la non
attendibilità delle previsioni di sviluppo e di occupazione degli aerei,
indicheremmo come parametro di riferimento il numero
massimo dei voli.
Ribadiamo inoltre
che “il Decreto Burlando Bis” non può gerarchicamente prevalente sul
decreto.
Si analizzano i
“Busy Day”, ma non c’è nessuna considerazione su gli impatti cumulativi e
sugli impatti irreversibili, con effetti sulle persone nonché su animali e
flora, e di conseguenza è impossibile formulare piani di mitigazioni-
compensazioni.
Le analisi
dell’inquinamento atmosferico (principale riferimento Lonate Pozzolo), sono
carenti di dati utili a supportare la conclusione tratta dallo S.I.A che ritiene
ininfluente la presenza e l’incremento del traffico aereo sulla qualità
dell’aria.
Non è
approfondita inoltre la situazione di “calma di vento” e per esempio
l’accumulo nell’area piemontese di Varallo Pombia a soli 5 km di distanza
che risulta interessata dalla percentuale maggiore di aeromobili nella fase di
massima emissione dovuta al decollo e alla virata.
Manca inoltre uno
scenario di riferimento in assenza di traffico aereo.
L’impatto
acustico si limita all’analisi delle isofoniche in ottemperanza dei termini di
legge. Ribadiamo la completa sottovalutazione dell’impatto socioeconomico
causato dallo stravolgimento del territorio sotto l’aspetto sonoro. Riteniamo
che limitare l’analisi ai livelli medi è inoltre carente di analisi sui
rumori prodotti dal traffico automobilistico e ferroviario.
Ribadiamo come già
sia insostenibile l’impatto acustico attuale, tale per cui ogni ulteriore
sviluppo sia impossibile da autorizzare.
Non si riscontrano
analisi sull’inquinamento luminoso ed i relativi danni alla fauna ed al
paesaggio.
Non è previsto
l’aspetto di cumulabilità di tutti gli impatti ambientali.
LEGAMBIENTE
LOMBARDIA E PIEMONTE Circolo
“Ercole Ferrario” presso Emilio MAGNI - LEGAMBIENTE GALLARATE, Via Oberdan
11
2.4) Osservazioni presentate da Comitato Turbighese contro l’inquinamento
acustico ed atmosferico di Malpensa 2000;
Osservazioni
allo studio di impatto ambientale redatto dall’arch. Enrico Frediani e dal suo
gruppo di collaboratori per conto della SEA
Premessa
Il Comitato
turbighese contro l’inquinamento acustico ed atmosferico di Malpensa 2000 è
una associazione di cittadini che si è costituita quattro mesi or sono,
raccogliendo ed interpretanto le preoccupazioni ed i timori della popolazione
locale, costretta a subire i rischi ed i disagi derivati dall’intenso traffico
aereo gravitante sul nuovo aeroporto.
Disagi e preoccupazione ben fondati, che traggono
soprattutto origine da un rumore che grava sulla zona in modo pressoché
permanente e da un inquinamento atmosferico, già clamorosamente manifestatosi
in forme di vere e proprie piogge di combustibile, che hanno lasciato visibili
ed evidenti tracce nei giardini e sulle coperture delle abitazioni.
Le preoccupazioni ed i timori sugli effetti negativi per
l’ambiente e la salute dei cittadini recati dall’intenso traffico aereo non
sono, come si potrebbe pensare, misere ubbìe coltivate da un ristretto gruppo
di persone pregiudizialmente avverse all’aeroporto, ma sono ampiamente e
largamente condivisi da gran parte della popolazione turbighese; timori del
resto attestati dalla massiccia adesione alla petizione popolare promossa
all’inizio di giugno del corrente anno dal Comitato ed immediatamente
sottoscritta da ben 1131 cittadini e quindi trasmessa, per opportuna conoscenza,
agli organi competenti (Ministeri dell’ambiente, dei trasporti e Regione
Lombardia).
Osservazioni
allo studio
L’esame dello studio di impatto ambientale deliberato
dal Ministero dell’ambiente e redatto dal gruppo di lavoro diretto
dall’arch. Enrico Frediani sotto il patrocinio della SEA, non è al riguardo
rassicurante e si presta a diversi ordini di obiezioni che ineriscono sia al
metodo usato nell’indagine e, per coseguenza, all’attendibilità dei dati in
essa contenuti.
La prima osservazione che vogliamo esplicitare con
franchezza attiene proprio alla credibilità dell’indagine. Che attendibilità,
ci si è chiesto, può avere uno studio mirato a valutare gli effetti sul
territorio causati da una grande
struttura come Malpensa 2000, la cui attivazione arreca, com’è inevitabile,
una profonda alterazione del contesto naturale ed antropico, quando la
conduzione dell’indagine, pur effettuata in osservanza della legge, viene
affidata a quella stessa Società il cui operato deve poi essere sottoposto al
vaglio di un necessario e doveroso esame critico? Sarebbe come chiedere
all’oste - ci si passi la battuta - se il suo vino è buono, con una risposta
che non potrebbe che essere affermativa.
Quale credibilità, ci si domanda ancora, può
avere un’indagine costruita in tempi brevissimi, a tavolino,
acriticamente appiattita sul precedente studio Battelle
(sempre commissionato dalla SEA) e sulle relazioni annesse al Piano d’area
Malpensa, peraltro elaborata con strumenti di rilevazione insufficienti,
inadeguatamente posizionati e senza una doverosa ricognizione sul campo?
Interrogativi, crediamo, non oziosi e che proiettano sul carattere scientifico
dell’indagine un’ombra difficile da dissipare.
Una prima
osservazione di merito inerisce invece all’àmbito territoriale preso in
esame, geograficamente circoscritto e troppo riduttivo. Gli effetti
dell’intenso traffico aereo e i disagi che esso arreca vanno infatti ben al di
là degli 11 comuni gravitanti attorno a Malpensa, ma ricadono abbondantemente,
oltre che su diversi paesi della plaga piemontese, anche sul territorio del
Castanese.
L’indagine, a parer nostro, e per stare in àmbito lombardo, avrebbe infatti dovuto
includere anche tale area, poiché sia Castano Primo, ma soprattutto gli abitati
di Turbigo e di Robecchetto sono pesantemente coinvolti dalle rotte degli aerei
in atterraggio, con tutte le conseguenze negative che i sorvoli comportano.
Contrariamente a quanto si afferma a pag. 20 del rapporto
di sintesi, le due piste dell’aeroporto sono ormai da tempo despecializzate
e gli atterraggi (che in alcune fasce della giornata superano
abbondantemente i 35 movimenti/ora) avvengono indifferentemente su ambedue le
corsie (con decolli sempre più numerosi anche verso sud), penalizzando per
questo fatto un’area ben più estesa di quella dichiarata nel documento.
L’affermazione che è limitato “al massimo il sorvolo delle aree abitate”
(pag. 35 del rapporto di sintesi) è quindi ampiamente smentita dai fatti.
D’altronde,
anche l’asserto che non vi siano “attività industriali a rischio”, è
smentito dalla presenza della grande centrale termoelettrica Enel di Turbigo, e
non poche volte, come probanti testimonianze di cittadini possono confermare, si
sono verificati sorvoli avvenuti in spericolata vicinanza degli altissimi camini
dell’impianto.
Per quanto riguarda l’inquinamento da rumore, lo studio,
per quel deplorevole approccio riduttivo già rilevato, non dice ovviamente
nulla sul disagio che esso provoca tra le popolazioni del Castanese. In attesa
di un ben ponderato monitoraggio anche per questa area densamente popolata, che
quantifichi in termini precisi l’inquinamento acustico, i cittadini di
Robecchetto e di Turbigo, ed in particolare quelli residendi nei quartieri
Belvedere, Arbusta e Molinara, maggiormente toccati dal sorvolo a bassa quota
degli aerei (250-300 m. circa), possono sin d’ora testimoniare quanto sia
ormai insopportabile tale disagio e come sia drammaticamente vissuto,
soprattutto se inquadrato nella prospettiva di un ulteriore aumento del traffico
con il trasferimento dei residui voli da Linate a Malpensa.
Anche le tranquillizzanti rassicurazioni
sull’inquinamento atmosferico (anch’esso riduttivamente misurato nell’area
immediatamente adiacente all’area Malpensa), lungi dal convincere, ne
accrescono i timori. Com’è possibile, ci si chiede, monitorare la qualità
dell’aria, disponendo di due sole centraline di rilevamento (centraline di
Lonate Pozzolo e di Gallarate) e con una, giudicata dallo stesso rapporto, come
“poco idonea” per via della sua ubicazione?
A smentire l’ affermazione che “il traffico aereo non ha prodotto variazioni
apprezzabili della qualità dell’aria” (pag. 41 del rapporto) richiamiamo
gli eventi citati in premessa: le “piogge” di combustibile verificatesi in
tempi recenti possono forse essere ottimisticamente considerate come eventi
eccezionali ed estemporanei; ma la qualità dell’aria, come si può
riscontrare dalla comune e banale osservazione di quel che succede nei nostri
orti e con i panni stesi ad asciugare, risulta senza dubbio compromessa, ed il
fenomeno è confermato dai frequentissimi “allarmi” cui vanno soggette, da
quando è stata messa in esercizio la nuova aerostazione, le capannine di
rilevamento gestite dall’Enel di Turbigo, “allarmi” riconducibili alle
ricadute di biossidi di azoto in quantità superiori ai 200 ppm.
Alla luce di queste sommarie considerazioni risulta più
che fondato il timore dell’irreversibilità del degrado ambientale prodotto
dal traffico aereo: un degrado che sarà destinato ad aggravarsi ulteriormente
se verranno trasferiti, come da programma contenuto nel decreto Burlando bis, i
residui voli da Linate a Malpensa.
Visibile e tangibile è d’altronde il danno prodotto
dalla realizzazione della grande aerostazione con tutte le infrastrutture
annesse: un’opera che ha irrimediabilmente devastato (con buona pace
dell’estensore dello studio che ha giudicato il luogo di “scarso pregio
naturalistico”, pag. 11 del rapporto) un ecosistema unico nel suo genere come
quello rappresentato dalla brughiera gallaratese.
Difficilmente rimediabili saranno infine soprattutto i
danni derivati dall’inquinamento acustico ed atmosferico. L’impatto sul
territorio di 944 movimenti/giorno in un’area densamente popolata come la
plaga gallaratese-castanese non potrà essere senza conseguenze negative e
l’esperienza insegna che quando un contesto è irreversibilmente degradato a
poco valgono le cosiddette misure mitigatrici: di sicuro ne scapiteranno invece
la salute e la tranquillità delle popolazioni locali, già duramente provate
dall’intensificazione del traffico aereo registratosi da qualche anno a questa
parte.
Se evanescenti e poco credibili risultano i provvedimenti
mitigatori ventilati nel rapporto di sintesi, quasi offensive appaiono invece
quelle misure definite come “ compensative”, soprattutto là dove si
affaccia l’esigenza di una “delocalizzazione” delle abitazioni. Agli
estensori dello studio vogliamo ricordare che una casa, spesso realizzata con
grandi sacrifici, non si può disinvoltamente cambiare come si cambia una
camicia: la casa, come il luogo in cui si risiede, sono i riferimenti e i segni
di un radicamento e di un vissuto che non si possono così tranquillamente
svellere, come blandisce la legge appositamente varata, sostenuta in questo dai
tanti paladini abbagliati dal mito della grande Malpensa e da uno sviluppo senza
qualità
Notazione
conclusiva
Il modello Hub,
configurante un aeroporto di smistamento ed a “raggiera” per altri
collegamenti, costituisce davvero quella razionale ed efficiente soluzione per
gestire al meglio il trasporto aereo? L’interrogativo non è proprio retorico
e i dubbi in proposito sono molti e
più che leciti, soprattutto se considerati alla luce dei continui e reiterati
auspici che invocano la necessità di un decentramento dei servizi, ma avallano
poi nella pratica, come è avvenuto per il caso Malpensa, una impermeabile
politica di ferreo accentramento, col risultato, sicuramente antieconomico, di
abbandonare alla sottoutilizzazione gestionale gran parte delle strutture
aeroportuali nazionali.
Se queste considerazioni hanno un fondamento, ribadiamo
pertanto la necessità di sospendere ogni ulteriore trasferimento dei voli da
Linate a Malpensa (lo impone del resto la Legge che ha deliberato il VIA e,
com’è noto, la legge del Parlamento ha la prevalenza su quanto contenuto nel
decreto ministeriale Burlando), così come richiesto da più parti.
Una riflessione che punti a riconsiderare la politica
complessiva del trasporto aereo al fine di valorizzare al meglio le potenzialità
del sistema aeroportuale del nostro paese, s’impone dunque come benefica e
doverosa necessità.
La fretta, come le forzature, sono in questi casi cattive
consigliere e non giovano sicuramente alla ridefinizione di una politica del
trasporto in termini ottimali; non gioverebbero, altrettanto sicuramente, alle
nostre comunità, mortificate e preoccupate da un danno ambientale già
ampiamente consumato e che aspettano, come saggezza vuole, d’essere invece
rassicurate e tranquillizzate.
Luigi Bonavera
Turbigo li, 25 luglio 1999
Luigi Bonavera
Via Volontari del Sangue, 21
20029 Turbigo
(MI)
Tel 0331
898077
2.5) Osservazioni
presentate dal Comitato Ferno 2000;
OSSERVAZIONI
SUL:
COMPLETAMENTO
del TRASFERIMENTO del TRAFFICO AEREO da LINATE in ATTUAZIONE del D.M. 46-T del
05.07.96 e D.M. 101-T del 09-10-98 “STUDIO
DI IMPATTO AMBIENTALE” - RAPPORTO FINALE – depositato dalla S.E.A. S.p.a. in
data 02-07-1999.
Presentato al
Ministero dell’Ambiente ed alla Regione Lombardia in data
02-07-1999 dalla
SEA Aeroporti di Milano, in collaborazione con l’Università
degli Studi
dell’Insubria di Varese e E.R.M. Environmental Resources
Management.
INTRODUZIONE
Si riportano le
valutazioni espresse nell’ambito del Comitato ‘Ferno 2000’
in merito al
documento in oggetto, le valutazioni formulate riguardano
fondamentalmente
quegli aspetti del VIA ritenuti influenti, più o meno
pesantemente,
sulla realtà residenziale locale e sulla vivibilità di una
zona che, nei suoi
primi nuclei abitativi, è distante meno di 400 metri da
una delle testate
pista dell’aeroporto della Malpensa (35R).
A meno di alcune
considerazioni e precisazioni di alcuni punti ritenuti non
chiari o non
sufficientemente esaustivi, le valutazioni a seguito espresse
riguardano
principalmente le tematiche del rumore e dell’inquinamento
atmosferico con
gli aspetti ad essi correlati ritenuti, come già riportato,
i fattori che più
incidono nella realtà quotidiana di parte del nostro
Comune e che sono
o possono essere origine di disagio o disorientamento.
Si demandano, in
quanto ritenuti più idonei per competenza, le analisi,
valutazioni e
considerazioni globali o specifiche al riguardo degli altri
aspetti trattati
dal VIA (viabilità, insieme del territorio, strutture,
occupazione,
ecc…) agli enti istituzionali, associazioni, corporazioni che
hanno riposto o
ripongono aspettative di mantenimento degli obbiettivi e che
svolgono tra i
loro compiti funzioni di controllo del territorio.
A livello di
valutazione generale si prende atto dei seguenti contenuti:
Il VIA è stato
redatto a giustificazione del trasferimento del traffico
aereo residuo da
Linate a Malpensa (Decreto Burlando …) per un incremento
totale di 140
voli/day fino ad un limite di movimenti giornalieri di 944
velivoli. Lo
studio è basato principalmente assumendo la situazione attuale
calcolata
teoricamente (con modelli matematici di previsione dei livelli di
rumore) ed
ipotizzando la situazione futura derivante dall’incremento dei
voli previsti
(140).
Viene rinviata ad
una ulteriore seconda fase un ulteriore studio per un
ulteriore
incremento di traffico aereo (cap. 3.4.2 La mobilità aerea futura)
in aggiunta al
traffico previsto con l’attuazione del decreto Burlando.
La formulazione
primaria dei compiti e ruoli di Malpensa (con emissione del
PRG nel 1987,
ancora valido) è stata con il trascorrere del tempo rivista
fino alla
definizione e compiti di HUB (anno 1997), non sono stati rivisti
gli scenari di
sviluppo e limiti di sviluppo del territorio, basati sul PRG
del 1987.
Si afferma (e non
si nutrono dubbi) che il sistema aeroportuale relativo all
’area
metropolitana Milanese è sottodimensionato nel rapporto
popolazione/traffico
passeggeri quando rapportato ad altre aree di
riferimento
Europee e precisamente Londra e Parigi e che quindi per
raffrontarsi a
tali realtà l’aeroporto di Malpensa necessiti del ruolo di
HUB. Il confronto
con realtà esterne viene limitato a questo, non vengono
considerate le
collocazioni nel territorio di tali realtà o di situazioni
similari già
consolidate con gli eventuali impatti negativi e/o i mezzi
adottati per
superarli, le esperienze acquisite, gli scenari previsti
futuri, che si
presuppone siano valido contributo per non commettere errori
magari già
commessi da altri.
SCOPO
Illustra la sola 1°
fase legata alla realizzazione dei decreti Burlando
OBIETTIVI E LIMITI
ALLO SVILUPPO
Gli obiettivi
dello studio, dichiarati in questa 1° fase, risultano essere
solamente:
Inquinamento
acustico;
Inquinamento
atmosferico;
Infrastrutture di
collegamento;
Analisi del
rischio di incidenti;
Azioni di
mitigazione e compensazioni ambientali.
Si sottolinea che
la valutazione al riguardo risulta, per questo comitato,
incompleta in
quanto:
La Direttiva
85/337/CEE stabilisce che attraverso la VIA devono essere
indicati,
descritti e valutati gli effetti diretti ed indiretti, secondari,
cumulativi, a
breve, medio e lungo termine, permanenti e temporanei,
positivi e
negativi del progetto sull’ambiente. E’ responsabilità del
proponente fornire
in forma appropriata le informazioni richieste.
L’art. 3 della
citata normativa comunitaria stabilisce:
"La
valutazione di impatto ambientale individua, descrive e valuta, in modo
appropriato, per
ciascun caso particolare e conformemente agli articoli da 4
a 11, gli effetti
diretti e indiretti di un progetto sui seguenti fattori:
l’uomo, la fauna
e la flora;
il suolo,
l’acqua, l’aria, il clima e il paesaggio;
l’interazione
tra i fattori di cui al primo e secondo trattino;
i beni materiali
ed il patrimonio culturale.
Quadro di
Riferimento Programmatico (pag. 2)
Si dice che il
riferimento al territorio piemontese rimane sullo sfondo e
che la situazione
pianificatoria e programmatica, in una seconda fase, sarà
aggiornata ed
estesa a tutto il territorio effettivamente interessato, a
qualsiasi titolo,
dall’attività aeroportuale.
E’
l’ammissione che lo studio è incompleto e non esaustivo.
Quadro di
Riferimento Progettuale (pag. 3)
Si assumono due
date per la descrizione degli scenari:
15 maggio 1999,
per lo scenario attuale; 16.000.000 di passeggeri
31 ottobre 1999,
per lo scenario futuro.
Interferenze
dell’opera con l’ambiente (pag. 3)
Si dice che si
considerano i dati di monitoraggio disponibili, ammettendo,
quindi, che un
monitoraggio esaustivo non è stato fatto.
Non viene
assolutamente trattato nessun limite di qualsiasi natura allo
sviluppo
aeroportuale disattendendo uno degli argomenti del capitolo.
5 STIMA DELLA
VARIAZIONE DEI PARAMETRI DI QUALITA’ AMBIENTALE (pag. 105)
ATMOSFERA (pag.
105)
I dati relativi
sono stati valutati con un modello (di calcolo) dedicato
(DIMULA). Il
modello è stato validato con il confronto di due centraline
situate a Lonate
Pozzolo a circa 4 km dalla testata pista 35R come rilevato
dalle figure
5.1.4.a, b, c e d e in zona ex Caproni (figura 5.1.3.a,).
Considerati i
limiti dichiarati dal modello di calcolo EDMS, e la vicinanza
della zona
residenziale di Ferno (400 m dalla pista 1) alle sorgenti, per le
fasi dichiarate più
inquinanti da parte degli aeromobili, risulta
indispensabile
installare una centralina di rilevamento atmosferico a Ferno
in grado di
rilevare tutti gli inquinanti prodotti da aeromobili.
5.2 RUMORE (pag.
128)
5.2.3 Previsione
del Rumore (pag. 130)
Nel documento
presentato si specifica che "la previsione del rumore generato
dal traffico aereo
di Malpensa è stato eseguito utilizzando il modello INA
della FAA,
versione 5.2a"; non tenendo in considerazione i dati rilevati
dalla rete di
monitoraggio del rumore in ambienti limitrofi l’aeroporto
(DISIA).
5.2.8 2° Scenario
- Situazione Attuale - Traffico Stimato Busy Day Summer
1999 (pag. 136)
L’analisi
presentata si basa su una simulazione di 804 movimenti giornalieri
(Busy Day) e
riportata in Fig. 5.2.8b su una mappa del territorio con le
curve di
isolivello sonoro (LVA); inoltre, a pag. 137, si cita che l’80%
degli atterraggi
avviene sulla pista 35L (pista 2), in realtà la quasi
totalità degli
atterraggi avviene sulla pista 35R (pista 1).
CONSIDERAZIONI
Di quanto
riportato nel VIA al riguardo si esprimono le seguenti
considerazioni:
Calcolo del rumore
Non vengono citati
i criteri e le assunzioni utilizzate nel calcolo del
rumore in
particolare non sono discriminati i voli nelle fasce orarie di
maggior disagio
per le popolazioni circostanti interessate dall’attività
dell’aeroporto
ovvero intercorrenti a partire dalla tarda serata (ore 22.00)
fino alle prime
ore del mattino (ore 06.00).
Si sottolinea la
mancanza di:
situazione e
tipologia voli notturni precedente il 25-10-98
situazione e
tipologia voli notturni attuale
previsione e
tipologia voli notturni (anche in previsione dell’apertura di
Cargo City) futura
Si consideri che
il peso dei voli notturni ha una valenza nettamente
superiore (10:1)
nel computo dei valori LVA, tale peso è giustificato, come
dovrebbe essere
ovvio a tutti, dal disagio provocato in tali orari e nella
necessità di
garantire una ‘finestra minima di riposo’ agli abitanti
coinvolti; sarebbe
quindi grave e molto disdicevole se tali assunzioni non
fossero state
considerate nei modi opportuni.
Tra le
infrastrutture aeroportuali risulta essere previsto l’eliporto
(dove?) per il
traffico commerciale, è oramai in fase di completamento l’
eliporto ad uso
della Protezione Civile collocato nelle immediate vicinanze
del centro abitato
con una previsione di dotazione di x elicotteri. Il
rumore
(trascurabile o non) provocato dalla collocazione e dal movimento di
n. elicotteri per
le rotte presumibilmente dedicate a tali tipi di
aeromobili non
risulta considerato.
Considerazioni con
dati disponibili
Le seguenti
considerazioni si basano su un unico rilevamento del rumore
disponibile,
relativo al monitoraggio effettuato il giorno 26/04/1999
(allegato 1),
rilasciato dalla Provincia di Varese - Settore Ambiente, e
presentato
dall’Amministrazione Comunale di Ferno in una Assemblea Pubblica.
Si prende atto che
il valore in LVA rilevato dalla centralina di Ferno era
di 63.6 dB(A)
corrispondente ad un movimento giornaliero di parecchio
inferiore agli 804
usati per la simulazione, inoltre, alla data del
rilevamento non
era ancora in vigore la despecializzazione delle piste, che
ha comportato lo
spostamento di parecchi decolli sulla pista 35R (pista 1)
aggravando
ulteriormente l’inquinamento acustico su Ferno, si considerino
inoltre i dubbi
espressi per i voli notturni precedentemente citati.
Posizionando
questo punto sulla mappa di isolivello sonoro (Fig. 5.2.8b) in
corrispondenza
della centralina di rilevamento (Via Montecucco), si
posiziona fuori
dalla linea di isolivello 60 dB(A) (allegato 2 isolivello 60
LVA) dimostrando
che la simulazione non è coerente con i dati reali. Sapendo
che il valore di
63.6 LVA è stato rilevato prima della despecializzazione
delle piste e che
i movimenti giornalieri erano inferiori al "Busy Day", fa
supporre che già
attualmente, ancora prima di completare il trasferimento
dei voli da
Linate, una fetta del territorio residenziale ad Ovest di Ferno
entra nella fascia
65 - 75 LVA (Zona B), ove non è contemplata la zona
residenziale.
Tabella 5.2.10b
Superfici Urbanizzate in Km2 Interessate dai Livelli Sonori
LVA (pag. 141.
Viene riportata
che la superficie interessata dalla fascia 60 - 65 LVA dall’
Estate 1999 al
31/10/1999 passa da 1.33 a 1.55 Km2, mentre la zona dei 65 -
75 LVA passa da
0.30 a 0.29 Km2.
Come è possibile
che mentre la Zona "A" si allarga per l’aumento del numero
di movimenti, la
Zona "B" si restringe?
Lonate Pozzolo
(pag. 142)
Si cita che
"il territorio urbanizzato, nella parte Ovest dell’abitato è
quello sottoposto
per la quasi totalità dalla fascia 60 - 65 LVA"; quando
nella tabella
5.2.10d viene riportato che il 28% è nella fascia 65 - 75 LVA
(0.225 su un
totale di 0.801)?
Analizzando sulla
mappa in Fig. 5.2.8b, si vede che la fascia 65 -75 LVA
(Zona
"B") copre una notevole superficie residenziale di Lonate Pozzolo.
Riprendendo le
considerazioni fatte per il paragrafo 5.2.8 relative al
rilevamento fatto
dalla centralina di Ferno, la stessa cosa si evidenzia
anche per Lonate
Pozzolo, il rilevamento effettuato il 26/04/1999 dalla
centralina del
Cimitero (65 LVA) si posiziona sulla linea di isolivello 60
LVA a
dimostrazione che i dati presentati non sono quelli reali, e che le
aree residenziali
che cadono nella fascia 65 -75 LVA (Zona "B"), sono già
ora molto maggiori
di quelle presentate, e che il disagio delle popolazioni
limitrofe
all’aeroporto e oltre i limiti di sopportabilità ancora prima del
completamento del
trasferimento del traffico aerea da Linate a Malpensa.
2.6) Osservazioni
presentate dal Comitato Sopravvivere a Somma
GENERALITA’
Nello
studio di impatto ambientale redatto da SEA sono stati evidenziati dal Comitato
Sopravvivere a Somma, numerosi limiti indotti in primo luogo da
un’impostazione del lavoro che pare motivare il progetto “MALPENSA 2000”
esclusivamente all’interno di un piano strategico politico ed economico.
All’interno
del quadro di riferimento programmatico, il Parco del Ticino non ha alcun valore
vincolante ai fini dello sviluppo di Malpensa che ha una realtà a sé, non
inserita in un contesto di pregio naturalistico e ambientale.
In
questo senso, i confini di indagine
in cui vengono considerati gli impatti paiono troppo ristretti.
Nel
quadro di riferimento ambientale non sono considerati tutti gli impatti diretti
ed indiretti in particolare per quanto concerne la salute pubblica, il
paesaggio, la flora e la fauna, gli ecosistemi; inoltre gli effetti reversibili
ed irreversibili non vengono enunciati, così come quelli cumulativi.
Per
quanto riguarda il rumore, l’atmosfera e l’ambiente idrico, si è notata
spesso una mancanza di sintesi e una sotto stima degli effetti provocati
dall’aumento dei voli previsti con il decreto Burlando bis. Vengono indicati
spesso dati non rilevanti, mentre risulta scarso il confronto con i limiti di
legge previsti e le successive conclusioni.
Appare
inoltre insufficiente l’analisi del rischio
connesso con il traffico aereo, che a nostro parere risulterà
significativamente incrementato con
l’aumento dei voli, considerando anche l’elevata densità di popolazione al
di sotto delle rotte prestabilite.
In
generale la sensazione è che le maggiori lacune dello studio riguardino proprio
gli impatti più significativi che più direttamente coinvolgono la popolazione
locale.
Questo ci fa sorgere il dubbio che dove SEA abbia ravvisato i punti deboli del progetto di “MALPENSA 2000”, ci sia stato un voluto scarso approfondimento ed una limitata metodologia di indagine.
Nello
specifico, leggendo lo studio di Impatto Ambientale presentato dalla S.E.A. non
possiamo che rilevare la sua inadeguatezza e approssimazione per quanto riguarda
le problematiche del rumore (v. da pag. 128 a pag. 143 del Rapporto Finale) in
quanto, pur ipotizzando
uno scenario al 31/10/99 di ben 944 movimenti giornalieri, non ha effettuato una
approfondita indagine ma si è basato solamente su dei dati matematici forniti
dall’elaborazione dell’I.N.M. e dalle rilevazioni effetuate dal P.M.I.P.-
A.S.L. di Varese nel periodo dal 13/11/1998 al 15/12/1998 dove la movimentazione
era pressochè la metà
di quella ipotizzata con il presente studio.
Il
Comitato Sopravvivere a Somma ha inoltro effettuato una rilevazione
visiva sul numero dei voli il giorno sabato 26/06/1999 dalla ore 07.00 alle ore
22.59 ( v. allegato A )registrando un passaggio di n. 302 aerei di cui n. 273
transitati nella zona di Somma bassa ( zona ovest ) a cui vanno aggiunti gli
aerei non registrati nel periodo che va dalle 23.00 alle 06.59 del giorno
successivo a completamento delle 24 ore.
In
considerazione del fatto che circa il 90% dei decolli insiste sulle radiali 303
e 318, la zona Ovest di Somma Lombardo è fortemente penalizzata dal rumore di
entrambe le rotte.
In
particolare la rotta 318 è utilizzata dagli aerei più pesanti che hanno quindi
un rateo di salita più basso.
Dai
nostri rilievi effettuati in giornate casuali ( v. allegati B1- B2-B3 ),
considerando che il traffico aereo in tale periodo era molto inferiore
rispetto ad ora, si evidenzia che il rumore è superiore a quanto riportato
dallo studio S.I.A. insistente in zona fortemente urbanizzata anche per il
mancato rispetto delle procedure di decollo.
Alla
luce dei fatti sopra esposti è risibile l’affermazione dello studio S.I.A. (
v. pag. 142 TAB.5-2-10d del Rapporto Finale ) che quantifica la superficie
urbanizzata sottoposta ai livelli di decibel 65-75 in 67.000 mq. pari ad un
quadrato avente il lato di 260 mt.
In
base a tale considerazione, contestiamo fortemente la previsione dello
studio S.I.A. ( pag. 139 TAB. 5.2.9 del Rapporto Finale ) che ipotizza in modo
irresponsabile l’utilizzo della pista 35L nella misura del 75,5% del futuro
incremento di traffico.
Questo
in aggiunta alla situazione attuale, già oltre i limiti vivibilità umana,
comporterà inevitabilmente richieste di delocalizzazione
per migliaia di cittadini di Somma Lombardo.
E’
pertanto tragicamente configurabile lo scenario e le condizioni di vita che si
presenteranno il 31/10/1999 con il sorvolo nella nostra zona di oltre 400
decolli giornalieri.
Proseguendo
nell’esame del documento, riteniamo non veritiero quanto affermato dalla
S.E.A. a pagina 141 del Rapporto Finale, che ipotizza, a seguito dell’aumento
del traffico aereo, un minore impatto sul territorio basandosi unicamente sulla
diminuzione in percentuale dell’incidenza dei velivoli di capitolo 2 che
passerebbero dal 3,6% al 2,4%; questo decremento,a nostro giudizio, deriva
unicamente dal fatto che, aumentando il numero dei voli, a parità dei velivoli
giornalmente impiegati, la percentuale finale si abbassa e contrariamente a
quanto affermato da S.E.A. il rumore non diminuisce ma anzi aumenta.
In
merito all’inquinamento atmosferico, i dati riportati sono insufficienti in
quanto, ad esempio, non vengono considerati tutti gli agenti inquinanti, le loro
trasformazioni, le ricadute al suolo, ecc. .
In
tale prospettiva incrementare ulteriormente il traffico aereo con la CARGO CITY,
i cui effetti negativi non sono stati considerati, è fuori da ogni ragionevole
logica.
Infine
il superamento del tetto dei 12.000.000 passeggeri annui è volutamente in
contrasto con P.R.G. di Malpensa
approvato con D.M. 903/87 ( cfr TAB.3.4.1.d pag. 58del Rapporto Finale). Infatti
nel totale di 16.544.000 passeggeri si scorporano inspiegabilmente i 5.460.000
in transito ( sono forse passeggeri che non usufruiscono del trasporto aereo? )
Le
osservazioni sopra esposte sono coerenti con gli obbiettivi del Comitato
Sopravvivere a Somma: obbiettivi che perseguiremo con tutte le nostre forze
e che sintetizziamo come segue:
1) BLOCCO ogni aumento del traffico aeroportuale eccedente i
limiti stabiliti dalla delibera Regione Lombardia n. IV/274 del 03 giugno 1986 e IMMEDIATA ED EQUA RIPARTIZIONE
delle rotte e dei disagi estesa a tutti i Comuni del comprensorio.
2) Revoca del Decreto Burlando.
3) Rapida realizzazione di una SERIA Valutazione di Impatto
Ambientale.
4) Divieto dei voli notturni dalle 22.00 alle 07.00.
5) BLOCCO IMMEDIATO della CARGO CITY.
6) Osservanza delle procedure anti-rumore, con pesante
sanzionamento per i trasgressori.
Realizzazione
di un SERIO monitoraggio dell’inquinamento acustico ed atmosferico.
8) Realizzazione di un SERIO monitoraggio da parte delle
A.S.L. delle patologie insorgenti.
9)
RIAPRIRE LA DISCUSSIONE
DELL’INTERO PROGETTO “MALPENSA 2000” RICONSIDERANDO TUTTO IL SISTEMA
AEROPORTUALE DEL NORD ITALIA.
Alla
luce di quanto esposto con le osservazioni riportate il sotto elencato Comitato
richiede che venga respinto, in quanto parziale, approssimativo ed incompleto,
il documento di Studio di Impatto Ambientale presentato dalla S.E.A. S.p.A.
affinchè sia integrato con tutti i dati richiesti dalle leggi vigenti.
Comitato Sopravvivere a Somma
tel.
0331 251680
fax
0331 251710
c/o
Bonandin Paolo
via
Moncarletto n. 18
21019
Somma Lombardo ( VA )
Somma
Lombardo 26 Luglio 1999
Alla
luce di quanto esposto con le osservazioni riportate, i sottoelencati comitati
rappresentati dai firmatari richiedono che venga respinto in quanto parziale
approssimativo ed incompleto il documento di studio di Impatto Ambientale
presentato dalla SEA affinchè sia integrato con tutti i dati richiesti dalle
leggi vigenti ed evidenziate dalle osservazioni testè presentate.
Rocca Ermanno. nato a Stresa ..il. 30.08.32 residente a Arsago Seprio.in
Via L. Da Vinci per il Comitato di Arsago
Seprio;
Nerini Emiro, nato a Ferno il 13.1.46, residente a Ferno in via
Buonarroti, 11 - Tel. 0331-240826 - per UNICOMAL;
Magni Emilio, nato a Cazzago Brabbia (VA) il 17.3.47, residente a
Gallarate in via Oberdan, 11 - Tel. 0331-772142 - per Legambiente Lombardia e Piemonte;
Bonavera
Luigi, nato a Turbigo il 06.03.52, residente a Turbigo in via Volontari del
Sangue, 21 - Tel. 0331-898077 - per Comitato
Turbighese;
Bonaita Giovanni, nato a Ferno il 14.2.51, residente a Ferno in via Piave,
157 - Tel. 0331-240526 - per Comitato
Ferno 2000;
Colombo Silverio, nato a Somma Lombardo il 9.9.49, residente a Somma
Lombardo in via Nazzario Sauro, 15 - Tel. 0331-253277 - per Comitato
Vivere a Coarezza;
Bonandin Paolo, nato a Contarina (RO) il 25.9.57, residente a Somma
Lombardo in via Moncarletto, 18 - Tel. 0331-251680 - per Comitato Sopravvivere a Somma;
D’Ambrosio Margherita, nata a Grumo Nevano (NA) il 2.11.54, residente a
Robecchetto con Induno in via Brescia, sn - per Comitato Cavanò di Robecchetto;
Fantoni Antonio, nato a Somma Lombardo il 11.9.30, residente a Somma
Lombardo in via S. Rocco, 10 - Tel. 0331-252245 - per Comitato Vivere a Coarezza;
Zocco Ramazzo Cesare, nato a Somma Lombardo il 7.4.34, residente a Somma
Lombardo in Corso Europa, 14 - Tel. 0331-254457 - per Comitato Sommese Malpensa 2000;
Lolla
Mario, nato a Gallarate il 11.3.60, residente a Sesto Calende in via Valdona,
4 - Tel. 0331-921380 - per Comitato di
Sesto Calende;
Ravelli Adelio, nato a Magenta il 15.06.55, residente a Castano Primo in
Via B. Croce, 4 Tel. 0331-877903
per il Gruppo D’Impegno Ambientale Ticinese Castano Primo;
Magni
Oreste, nato a Cuggiono il 26.09.49, residente a Cuggiono in Via S.Rocco, 9
Tel. 02-974075 per il Comitato di Difesa
Ambientale Cuggiono-Castelletto;
oppure alla Mappa
del Sito